Deviazioni di classe: la vita in equilibrio
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Deviazioni di classe, la nuova raccolta di racconti di Gabriella Vergari, si presenta come un viaggio nelle incrinature dell’esistenza, in quei momenti minimi e decisivi in cui la superficie del quotidiano si incrina e lascia filtrare un’altra possibilità. L’immagine di copertina: un flute in bilico sul bordo di un tavolo diventa la chiave di lettura dell’intero libro, ovvero la vita come equilibrio instabile, sospesa tra il “non ce la faccio più” e il “posso farcela”, tra la caduta e la ripartenza.
La raccolta comprende diversi racconti, alcuni dei quali nella forma essenziale e sperimentale del “drabble”, e costruisce una geografia narrativa fatta di deviazioni, scarti, microfratture che costringono i personaggi a confrontarsi con ciò che sono e con ciò che potrebbero diventare. L’imprevisto, il nuovo, l’inatteso diventano così il motore di un processo di consapevolezza: che si tratti dell’urgenza di scegliere o dell’impossibilità di farlo, ogni storia mette in scena un passaggio, una soglia, un punto di rottura che apre a un diverso modo di guardare se stessi e il mondo.
Gli ambienti e gli oggetti, una cabina nella stiva di una nave, un angolo domestico abitato da un’eco ostinata, un’arena estiva profumata di gelsomino, una sala operatoria dove il chirurgo è un ex alunno bocciato dal paziente, un autobus affollato, un paio di occhiali, un binocolo rivelatore, una telefonata sbagliata, un costume da Babbo Natale, diventano veri e propri diaframmi tra ciò che si conosce e ciò che potrebbe essere. Sono luoghi di passaggio, spazi liminali che obbligano i protagonisti a misurarsi con il proprio io più autentico, con le fragilità e le risorse che ciascuno porta con sé.
Vergari compone una tessitura narrativa “polifonica”, dove introspezione e leggerezza convivono, e dove il tono può oscillare dal lirico al grottesco, dal malinconico all’ironico.
La scrittura è scorrevole, i racconti possono essere letti senza seguire l’ordine. Ad ogni pagina l’autrice invita a osservare le crepe, a sostare nei punti di instabilità, a riconoscere che proprio lì dove l’equilibrio vacilla può nascere una nuova forma di senso. Un libro che interroga e accompagna, capace di trasformare lo sguardo e di restituire alla complessità del vivere la sua dimensione più autentica.
Vergari è stata intervistata sui nostri canali e ogni parola ha rispecchiato l’anima sensibile della persona prima e dell’autrice dopo.
Merita cinque stelline.



