15/07/2026
La Casa delle Donne Ragusa festeggia dieci anni di attività: una storia di ascolto, rete e libertà
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La Casa delle Donne Ragusa festeggia dieci anni di attività: una storia di ascolto, rete e libertà

Lug 9, 2026

Dieci anni non sono soltanto una ricorrenza da celebrare. Sono un tempo lungo, fatto di incontri, richieste d’aiuto, progetti, relazioni costruite giorno dopo giorno e battaglie culturali portate avanti con discrezione, competenza e determinazione. La Casa delle Donne Ragusa ha festeggiato i suoi primi dieci anni di attività, confermandosi una delle realtà più significative del territorio nella tutela dei diritti delle donne, nel contrasto a ogni forma di violenza e nella promozione di una cultura della libertà, della consapevolezza e dell’affermazione personale.

Le anime di questo percorso sono la Presidente Lisa Iudice, la vicepresidente Gianna Dimartino e l’avvocata Angela Allegria, figure che in questi anni hanno dato forma a un presidio umano e professionale capace di accogliere, ascoltare, orientare e sostenere. Attorno a loro si è sviluppata una rete di socie, professioniste, collaboratrici, istituzioni sensibili, associazioni e cittadini che hanno condiviso una visione: non lasciare sole le donne, ma accompagnarle in un cammino di consapevolezza e autodeterminazione.

La serata dedicata al decennale è stata vissuta come un momento di festa, ma anche come occasione per fare memoria del lavoro svolto e rilanciare nuovi obiettivi. Un incontro all’insegna dell’amicizia, della condivisione e della gratitudine verso quanti, nel tempo, hanno sostenuto i progetti, i servizi gratuiti e le iniziative promosse dall’associazione.

È stata una bellissima serata insieme, all’insegna dell’amicizia e della condivisione dei nostri progetti, dei servizi gratuiti e delle iniziative a tutela dei diritti delle donne, della cultura dell’affermazione e della libertà“, hanno sottolineato Lisa Iudice e Gianna Dimartino, ricordando il senso profondo di un impegno che non si esaurisce nella singola iniziativa, ma si rinnova ogni giorno attraverso l’ascolto, la professionalità e la presenza sul territorio.

La Casa delle Donne Ragusa, in questi dieci anni, ha lavorato per costruire uno spazio sicuro e riconoscibile: un luogo in cui le donne possano trovare accoglienza, orientamento e sostegno, ma anche un laboratorio culturale nel quale riflettere sulle radici della violenza, sulle discriminazioni ancora presenti nella società e sulla necessità di un cambiamento che parta dall’educazione, dal linguaggio, dalle relazioni e dalla responsabilità collettiva.

Tanta passione e professionalità, tanto ascolto e sostegno, insieme alla nostra rete di relazioni e collaborazioni, sono i punti di forza della nostra quotidiana azione sul territorio“, hanno aggiunto Iudice e Dimartino. Parole che restituiscono bene la cifra dell’associazione: non un intervento isolato, ma una comunità di competenze che si muove con attenzione, rispetto e continuità.

La Casa delle donne cura inoltre uno degli aspetti più delicati e importanti del percorso di segnalazione e possibili denunce: quello che riguarda l’accompagnamento delle donne nei passaggi più complessi, quando il bisogno di essere ascoltate incontra la necessità di comprendere i propri diritti, valutare le possibilità di tutela e affrontare, quando necessario, un cammino giudiziario.

Ma la Casa delle Donne Ragusa non è solo emergenza. È prevenzione, cultura, formazione, dialogo con le scuole, collaborazione con altre realtà associative, attenzione alle fragilità e promozione dell’empowerment femminile. È una realtà che ha compreso come la violenza non si combatta soltanto dopo che è esplosa, ma prima: educando al rispetto, lavorando sulle relazioni, offrendo strumenti di autonomia e costruendo una rete capace di intercettare i bisogni.

Tutti insieme, donne e uomini consapevoli e determinati, faremo la vera differenza. Il processo lo abbiamo già avviato“, è il messaggio che arriva dall’associazione. Una frase che racchiude il significato più autentico di questi dieci anni: il cambiamento non è un gesto improvviso, ma un processo culturale che richiede tempo, coraggio e alleanze.

Nel corso della serata non sono mancati i ringraziamenti alle socie, alle amiche e agli amici della rete, alle istituzioni locali presenti, all’assessore Giovanni Gurrieri, al rappresentante della Consulta giovanile comunale Emanuele Occhipinti, alla dottoressa Giuseppina Tesauro, giornalista e sociologa, ai giornalisti Gianni Papa e Tiziana Scuto, alle Presidenti di associazioni e club service, a Roberto Farruggio, coordinatore del progetto “Donna meravigliosa Opera d’arte”, e al titolare della Pizzeria Mizzica, che ha ospitato l’iniziativa.

Un decennale, dunque, che non si chiude con il bilancio del passato, ma apre a una nuova fase. L’associazione ha già annunciato un programma di iniziative che ripartirà a settembre, confermando la volontà di proseguire con entusiasmo e rinnovata energia.

L’entusiasmo per l’impegno profuso con la nostra associazione è sempre vivo. Abbiamo un bel programma di nuove iniziative che ripartirà a settembre e di cui vi terremo informati“, hanno dichiarato ancora Iudice e Dimartino.

Dieci anni dopo, La Casa delle Donne Ragusa continua a essere molto più di un’associazione: è una soglia aperta, una rete di fiducia, un presidio di civiltà. È la dimostrazione che la cultura della libertà si costruisce con le parole, con i gesti, con le competenze e con la capacità di restare accanto a chi attraversa momenti di fragilità.

In un tempo in cui la violenza contro le donne continua a interrogare la coscienza collettiva, esperienze come questa ricordano che la vera rivoluzione è culturale, ma anche quotidiana. E passa da luoghi come La Casa delle Donne Ragusa, dove l’ascolto diventa azione, la professionalità diventa cura e la rete diventa possibilità concreta di futuro.

La Redazione di L’Epoca Culturale augura buon lavoro alla Casa delle Donne Ragusa, realtà preziosa del territorio ibleo, che da dieci anni opera con passione, competenza e sensibilità nel sostegno, nella prevenzione e nella tutela delle donne vittime di violenza. Che questo anniversario possa essere non solo un traguardo, ma un nuovo punto di partenza per continuare a costruire, insieme, una cultura del rispetto, della libertà e della dignità.