SOS Sicilia ritiene del tutto insufficiente le misure annunciate dal Ministrodegli Interni Piantedosi e chiede incontro con il Prefetto
Il direttivo di SOS Sicilia ritiene del tutto insufficiente le misure annunciate dal Ministro
degli Interni Piantedosi per fronteggiare la recrudescenza di attentati e intimidazioni mafiose che
hanno colpito duramente negli ultimi mesi i commercianti e gli imprenditori di Palermo.
Palermo è tornata al clima buio degli anni ’80, in cui la mafia seminava terrore.
Incendi di attività, bottiglie incendiarie, colpi di kalashinikov, che solo fortunosamente non
hanno fatto vittime innocenti.
Il contrasto alla mafia richiede un intervento serio da parte dello Stato.
Novanta agenti in più per la sicurezza a Palermo, nell’arco peraltro di due mesi, sono un
pannicello caldo, che non è assolutamente in grado di rassicurare nessuno, né di impedire nuove
scorribande criminali.
Solo l’azione tempestiva ed efficace della magistratura sta dando ai cittadini di Palermo un
segnale forte di presenza dello Stato.
Dalla politica nazionale, invece, arrivano solo segnali di una preoccupante sottovalutazione
della situazione criminale che vivono tutti i cittadini di Palermo e dei comuni limitrofi.
E’ tempo di abbandonare la ritualità delle commemorazioni e di dare segnali forti e concreti
di impegno reale per garantire quella sicurezza di cui tanto si parla, ma per la quale in realtà molto
poco si fa.
Occorre una svolta vera nella gestione dell’ordine pubblico a Palermo, di cui il Governo
nazionale è il primo responsabile.
Chiediamo al Prefetto di Palermo un incontro urgente per dare seguito alle nostre richieste,
come la sottoscrizione di un protocollo antiracket per i cantieri edili, da noi avanzata già da tempo e
ed ancora in attesa di risposta.