Proposte del mese di Giugno
Articolo a cura di Anna Valente
Con le nuove proposte selezionate e recensite da L’Epoca Culturale, giugno si presenta come un mese dedicato ai percorsi di trasformazione. Un viaggio che attraversa mondi lontani e realtà quotidiane, emozioni intime e grandi questioni sociali, accomunate dalla stessa domanda: cosa ci cambia davvero nel corso della vita?
Il filo conduttore di questa selezione si sviluppa attorno all’idea dell’evoluzione, individuale e collettiva. C’è chi immagina il futuro tra viaggi interstellari e nuove civiltà, interrogandosi sul rapporto tra intelligenza artificiale e umanità, e chi invece guarda alle ferite più profonde del presente, raccontando il silenzio della violenza domestica, la durezza della detenzione o il prezzo umano nascosto dietro il successo professionale.
Accanto alle narrazioni che denunciano e fanno riflettere, trovano spazio opere che celebrano la forza creativa della parola. La poesia diventa strumento per custodire emozioni, raccontare l’amore, trasformare il vissuto in immagini e persino giocare con il linguaggio attraverso forme originali e coinvolgenti. È una scrittura che invita a fermarsi, ad ascoltare e a ritrovare una parte di sé tra i versi.
Non manca uno sguardo rivolto alle nuove generazioni e al valore dell’educazione, attraverso esperienze che riportano al centro il gioco, lo sport, la relazione umana e la crescita condivisa, ricordandoci quanto sia importante costruire il futuro partendo dalle persone.
I Libri recensiti dalla nostra Anna Valente di questo mese affrontano mondi molto diversi tra loro, ma sono unite dalla capacità di raccontare il cambiamento: quello che nasce dal dolore, dalla scoperta, dall’amore, dalla resilienza o dalla semplice volontà di ricominciare. Perché ogni trasformazione, grande o piccola che sia, lascia sempre una traccia nel nostro modo di guardare il mondo.
Sette proposte che spaziano dalla fantascienza alla poesia, dalla narrativa sociale all’autobiografia, ma che condividono la stessa tensione narrativa: comprendere chi siamo oggi e immaginare chi potremmo diventare domani.
# Per chi cerca un libro fra Fantasy e Distopia
DONUM – Le Cronache del Vuoto” di Crisitian Scapin – Edizione: EBS Print – 2025

Cosa accade quando la penna viene affidata a chi è cresciuto tra i cartoni animati degli anni ’70 e ’80 e, da semplice spettatore, diventa maestro nei giochi di ruolo?
La risposta è nel mondo del GDR: un autore che costruisce e gestisce i propri personaggi all’interno della narrazione, quasi come un burattinaio di un universo parallelo. Ma è lui a guidare davvero la storia o sono i personaggi a prendere vita?
Quando non bastano più 600 pagine per raccontare, è come se il mondo di Donum continuasse a generarsi autonomamente, giorno dopo giorno.
Cristian Scapin, con il suo Donum, accompagna il lettore su una navicella spaziale diretta verso un sistema solare sconosciuto. Dopo migliaia di anni di viaggio e di esistenze sospese, i passeggeri si trovano in uno stato di sonno criogenico e la loro vita è affidata a sole sei persone. A loro è consegnata la responsabilità dei cosiddetti “belli addormentati”, insieme a un’intelligenza artificiale che li assiste.
L’imprevisto, però, è sempre in agguato: anche la tecnologia più avanzata e la scienza più evoluta finiscono per scontrarsi con l’ignoto. È in questo scenario che si sviluppa la domanda centrale: cosa accade a vite sospese in un equilibrio così fragile? Nel titolo compare la parola Vuoto, che però non indica assenza, bensì essenza. Come spiega l’autore in un’intervista live con Milena Bonvissuto, il “vuoto” rappresenta uno spazio di trasformazione, da cui è possibile evolversi e ripartire.
Evoluzione che diventa anche missione: raggiungere nuovi mondi, costruire una nuova civiltà e dare forma a una rinascita. Il vero nodo narrativo è la convivenza tra intelligenza artificiale ed emozioni umane. Scapin costruisce un equilibrio complesso, in cui anche l’IA si evolve insieme all’uomo. Il libro risulta difficile da riassumere senza rischiare di semplificarne eccessivamente la struttura, ed è per questo che va letto più che spiegato.
Il genere fantasy e fantascientifico legato ai giochi di ruolo resta spesso distante per chi non ha familiarità con questi universi narrativi. Tuttavia, l’opera è costruita con attenzione e coerenza: nulla è lasciato al caso, anche se la narrazione mantiene una forte componente evolutiva e spontanea, tipica di mondi in costante costruzione.
Consigliato a chi ama la fantascienza che non si limita all’azione, ma punta a idee complesse e mondi costruiti con attenzione. È adatto a chi apprezza le storie che intrecciano tecnologia, dilemmi umani ed evoluzione dei personaggi, soprattutto se inseriti in scenari futuri e poco convenzionali. Può interessare anche a chi è affascinato dai giochi di ruolo e dalla narrazione “aperta”, dove la storia sembra quasi vivere e trasformarsi mentre viene raccontata.
L’Autore
Cristian Scapin è insegnante, autore di fantascienza, giocatore di ruolo, rievocatore storico, libero sognatore e nerd per vocazione. Vive e lavora in Veneto, dove insegna e continua a sviluppare il proprio universo narrativo. Socio della World SF Italia, affianca alla scrittura una costante ricerca tra narrazione, immaginario e costruzione di mondi. È autore di “DONUM – Cronache del Vuoto”, un progetto narrativo che unisce esplorazione spaziale e riflessione sull’identità umana, in cui il Vuoto diventa elemento attivo di trasformazione; è anche candidato al XXXII Trofeo RiLL “Il Miglior Racconto Fantastico”, storico concorso italiano dedicato alla narrativa fantastica.
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#Il Libro solidale a servizio delle donne
Le voci che non fanno rumore: di Milena Bonvissuto e Angelo Ianniello – Editore : Independently published – 2026

Le voci che non fanno rumore si presenta come un romanzo di forte impatto sociale, che affronta il tema della violenza domestica nelle sue forme più sottili e progressive. L’opera non si limita a raccontare una storia individuale, ma costruisce una riflessione più ampia sulle dinamiche di potere che possono svilupparsi all’interno delle relazioni affettive, anche quando queste appaiono all’esterno stabili e armoniose.
La protagonista, Elena, assume fin da subito un valore simbolico: non è soltanto un personaggio, ma diventa la rappresentazione di una condizione condivisa da molte donne. Attraverso la sua esperienza, gli autori mettono in evidenza un aspetto fondamentale della violenza di genere, ovvero la sua crescita progressiva e spesso invisibile. Il controllo, la manipolazione emotiva e l’isolamento non si presentano come eventi improvvisi, ma come processi lenti,la vittima cambia poco alla volta il modo in cui vede sé stessa. Uno degli elementi più significativi del romanzo è proprio la trasformazione psicologica della protagonista. La narrazione evidenzia come la violenza non agisca soltanto sul piano fisico, ma soprattutto sull’immagine di sè: la persona colpita tende a ridurre la propria autonomia, a limitare i contatti esterni e a sentire un senso di colpa e impotenza. In questo modo, l’ambiente domestico, che dovrebbe rappresentare protezione, si trasforma in una prigione.
L’opera ha un’impronta narrativa che dà voce a ciò che normalmente rimane taciuto. Il “silenzio” evocato dal titolo non è soltanto assenza di parole, ma condizione psicologica, sociale e relazionale. È il silenzio della paura, della dipendenza affettiva e dell’isolamento, ma anche quello di una società che spesso fatica a riconoscere tempestivamente i segnali del disagio.
Accanto alla dimensione più drammatica, gli autori lasciano emergere anche un elemento di resistenza. Alcune figure femminili riescono infatti a interrompere il ciclo della violenza, suggerendo che la consapevolezza può diventare il primo passo verso la liberazione. In questo senso, l’opera non si limita a una rappresentazione del dolore, ma apre anche a una possibilità di riscatto.
Le voci che non fanno rumore assume così un valore che va oltre la narrazione: diventa uno strumento di riflessione sulla dignità individuale e sulla necessità di riconoscere il diritto di ogni persona alla propria autonomia. La figura di Elena, estesa simbolicamente ad altre donne, sottolinea come il fenomeno non sia isolato ma diffuso e trasversale. Un romanzo che si distingue per la sua capacità di coniugare racconto e denuncia, invitando il lettore a osservare con maggiore attenzione quelle dinamiche relazionali che troppo spesso restano invisibili o sottovalutate.
Consigliato a un pubblico sensibile ai temi sociali e alla violenza domestica, interessato a storie di crescita, consapevolezza e libertà personale. Nota: da evidenziare nelle ultime pagine del libro, alcuni numeri utili per mettersi in contatto con centri antiviolenza e di ascolto, tra cui uno in anonimato. Oltre alla lettura si è cercato di dare un servizio a chi ne potesse avere bisogno. Credo che sia dalla parte degli autori un gesto molto significativo. Grazie
Gli autori
Milena Bonvissuto è scrittrice e operatrice culturale nata a Licata nel 1973. Autrice di numerosi romanzi, tra cui La paura di rincasare tardi, Maria Regina senza regno e Il segreto di Atena, unisce l’attività letteraria all’impegno sociale e culturale. Ha lavorato nel campo della radiofonia e della divulgazione, fondando Sagoradio24tv e collaborando con realtà editoriali e progetti internazionali.
Angelo Ianniello è scrittore e poeta campano, autore della silloge Pensieri persi nell’invisibile e di romanzi come Eye. 0, Le voci che non fanno rumore e Le rose nere (con Andrea Ansevini e Milena Bonvissuto). Ha ricevuto una menzione d’onore alla Città della Letteratura di Brindisi per il racconto La vendetta della felce. La sua scrittura si concentra su temi introspettivi e sul mondo interiore
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#Il libro che invita a riflettere
Sbarre di: Stefania Patti Edizione: 1° Self – 2026

Dietro le sbarre, cosa fa più paura: il mondo lì dentro oppure ciò che sta accadendo fuori, dove tu non puoi più fare nulla? Stefania Patti, con Sbarre, racconta la dura realtà di chi, in carcere, non può fare altro che subire il dolore, la paura e la mancanza di chi fuori continua ad avere bisogno di te.
La protagonista si ritrova catapultata in un mondo spietato, dove le regole non hanno bisogno di essere scritte perché si imparano sulla propria pelle. Un luogo in cui tutto ciò che eri e possedevi smette di esistere: una rottura totale, quasi un annientamento del passato, dove nemmeno il ricordo dei figli riesce a colmare il vuoto. Anche il dolore per il compagno che sta morendo sembra diventare qualcosa da sopportare in silenzio. Lì tutto appare crudele, tutto è sopravvivenza.
Eppure, anche tra le sbarre, può emergere un piccolo spiraglio di luce: la solidarietà di qualcuno che, nonostante la durezza, riesce a farti sentire meno sola. Piccoli gesti di umanità che resistono alla violenza e alla freddezza di un luogo che a volte sembra dimenticato da Dio. Un posto dove chi vive ogni giorno quella realtà sa che esiste una sola regola davvero universale: resistere, in qualunque modo possibile, restando sempre pronti a difendersi.
La morte del compagno trascina la protagonista in un dolore ancora più profondo. Perdere una parte di sé senza poter stringere la mano della persona amata nel momento dell’addio rende tutto ancora più insopportabile. Eppure sa che non può lasciarsi andare, perché fuori ci sono i suoi figli che, ora più che mai, hanno bisogno di lei.
Questo libro, senza filtri né retorica, mostra il carcere per ciò che spesso è davvero: un luogo dove, insieme alla libertà, si rischia di perdere anche dignità e identità. Ma il romanzo lascia spazio anche a una piccola speranza: persino nell’inferno più duro può esistere qualcuno capace di ricordarti che non tutto è perduto. E così l’amore, anche dietro quelle sbarre, diventa una forma di resistenza e la possibilità concreta di ricominciare.
Consigliato a chi è interessato a storie vere e testimonianze di vita vissuta, soprattutto a chi vuole capire cosa significhi davvero la detenzione oltre gli stereotipi. È adatto a chi cerca letture intense, emotive e dirette, che parlano di dolore ma anche di resistenza e legami familiari. Non è un libro leggero: è consigliato a chi non teme storie dure, ma che lasciano spazio anche alla riflessione e a una piccola speranza finale.
L’autrice
Stefania Patti, conosciuta con lo pseudonimo SteP, è un’autrice nata a Pavia che ha trasformato la scrittura in uno strumento per raccontare emozioni, fragilità e contraddizioni umane. Dopo aver vissuto tra Roma e Anzio, esperienze che hanno influenzato profondamente il suo stile narrativo, ha pubblicato opere che spaziano dalla poesia alla narrativa, dal noir ai racconti introspettivi. Tra i suoi libri più noti figurano Graffi di Poesia, Demoni & Balocchi, Sbarre e Ombre sulla città. La sua scrittura affronta temi intensi e realistici, sempre con l’obiettivo di portare alla luce ciò che spesso rimane nascosto nell’animo umano.
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#Fra poesie e pensieri nascosti

Poetando Acrosticamente di Sandra Checcarelli – Editore : Edda Edizioni – 2026
La poesia, nella sua immensa varietà, ha da sempre sperimentato con le forme e le strutture metriche per trovare nuovi modi di comunicare l’inafferrabile. Tra le tecniche più affascinanti e antiche spicca l’acrostico, un raffinato gioco verbale in cui le lettere o le parole iniziali di ogni verso, lette verticalmente, rivelano un nome, un messaggio o una frase nascosta. Si tratta di una scrittura che sfida la linearità della pagina e che oggi ritrova una nuova, vibrante centralità grazie a Poetando acrosticamente, l’originale silloge di Sandra Checcarelli .
L’opera si sviluppa come un vero e proprio viaggio in dieci capitoli, ognuno focalizzato su una tematica cardine della nostra esistenza. L’autrice si muove con disinvoltura tra gli affetti più intimi; come il marito e i genitori e le passioni universali per la musica, gli strumenti musicali e l’arte poetica stessa. Non mancano riflessioni profonde sul cuore, sul ciclo delle stagioni, sullo scorrere dei mesi e sulla magia delle festività. Il vero punto di forza della raccolta risiede nello stile: la Checcarelli adotta una cifra espressiva semplice e sognante, capace di calare la complessità della struttura acrostica nelle situazioni comuni della vita di tutti i giorni, restituendo dignità lirica alla quotidianità.
Invece di essere un semplice esercizio di stile, la poesia acrostica nasce storicamente per unire il divertimento alla necessità di esprimere i sentimenti in modo insolito e sorprendente. Ma la vera sorpresa dell’opera si nasconde nel finale. L’ autrice abbatte la parete tra scrittore e lettore inserendo un ultimo capitolo interattivo. Qui, l’autrice lascia una selezione di parole pronte a essere trasformate, invitando chi legge a usare la propria fantasia per comporre i propri acrostici.
Poetando acrosticamente si trasforma così da semplice libro a laboratorio creativo aperto, dimostrando che la poesia non è un’arte da subire passivamente, ma un gioco accessibile a chiunque abbia la curiosità di guardare le parole da una prospettiva diversa.
Consigliato a chi ama la poesia semplice ma originale, capace di trasformare le parole in un gioco creativo ed emozionante. Ideale per lettori appassionati di scrittura poetica, acrostici e riflessioni sulla quotidianità. Perfetto anche per chi desidera avvicinarsi alla poesia in modo coinvolgente e accessibile.
L’Autrice
Sandra Checcarelli, nata nel 1964, vive e lavora a Roma. Da sempre appassionata d’arte in tutte le sue forme, negli ultimi anni si è dedicata alla scrittura poetica, definendo i suoi testi come “emozioni sulla carta”. I suoi componimenti sono stati divulgati su siti specialistici come Ali di carta, Poesie & racconti e Oggi scrivo, e alcuni sono stati selezionati in concorsi nazionali e pubblicati su riviste online e cartacee. È sposata con Vasco Vannucci, maestro di musica, con cui condivide anche questa particolare attenzione al dialogo tra parola e suono.
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# L’autobiografia che ti parla anche a te
Volevo solo cucinare di Mattia Manetti – Editore : Ass. Cult. TraccePerLaMeta – 2026

Scrivere di un’opera autobiografica intensa e appassionante come “Volevo solo cucinare” di Mattia Manetti richiede innanzitutto di andare oltre l’immagine ideale dello chef creata dalla TV.
Sin dalle prime pagine emerge la volontà di smontare la narrazione patinata, spettacolarizzata e quasi epica imposta dai palinsesti televisivi e dai social network contemporanei. Manetti non vuole dare al lettore un manuale di cucina o un applauso superficiale alle apparenze; al contrario, anzi descrive la realtà nuda e cruda di un mestiere che consuma tanto quanto gratifica, rivelando il backstage spesso oscuro della ristorazione di alto livello.
L’autore ci guida attraverso un itinerario non solo geografico, che tocca l’Europa e gli Stati Uniti, ma soprattutto emotivo. Ci si muove tra l’adrenalina e il prestigio dei ristoranti stellati e l’oscurità delle cadute personali e professionali, fatte di errori e successive rinascite. La cucina, in questa narrazione diretta, La cucina, in questa narrazione, non è più un normale posto di lavoro, ma diventa un mondo durissimo, fatto di ritmi frenetici, un forte stress psicologico e grandi sacrifici che colpiscono la vita privata, la salute e gli affetti più cari. Un elemento di straordinario valore del volume è la sua forte dimensione terapeutica. L’autore non si limita a descrivere le dinamiche tecniche o le gerarchie professionali delle brigate, ma scende con coraggio nei dettagli delle proprie fragilità intime, affrontando senza reticenze o filtri temi complessi e dolorosi come la solitudine, la malattia e la successiva resilienza. La scrittura diventa così un potentissimo strumento di catarsi, di elaborazione del dolore e di ricostruzione personale. Il testo, di conseguenza, non si rivolge esclusivamente agli addetti ai lavori o agli appassionati di gastronomia, ma assume una valenza universale, parlando a chiunque alla ricerca del proprio luogo nel mondo,a volte fatto di sofferenza e di pura sopravvivenza emotiva.
“Volevo solo cucinare” funziona come un chiaro promemoria e un racconto incredibilmente autentico. Il messaggio finale che l’autore lancia al pubblico è chiaro, e privo di qualsiasi retorica: l’universo culinario d’eccellenza non può e non deve mai essere considerato un semplice ripiego o un “piano B”, bensì rappresenta una scelta di vita assoluta, totalizzante, consapevole e rigorosa. Si tratta di un’opera potente, sincera e profondamente umana..
Consigliato a chi ama biografie o storie di crescita personale; alle persone curiose di capire il costo emotivo e psicologico del successo. A chi ama le storie di vita vera.
L’Autore
Mattia Manetti è uno chef italiano con esperienze in ristoranti di alto livello, anche stellati, in Italia e all’estero. Nato in Belgio e cresciuto a Segrate, ha costruito il proprio percorso tra successi professionali e momenti difficili, fino a trasformare la propria storia in un racconto potente e necessario. Oggi vive in Friuli Venezia Giulia, dove continua a coltivare la sua passione attraverso corsi di cucina e attività sociali
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# Quando la poesia tocca l’anima

Tutte le poesie che ti ho scritto: Tutto l’amore che ti ho dato di Federico Gargano – Editore : Independently published – 2025
Il libro del nostro autore si apre con queste parole: “Tutte le poesie che ti ho scritto. Tutto l’amore che ti ho dato” e io aggiungerei: “Le parole che non ti ho detto”, semplicemente per la profondità che ritroviamo nei versi di Federico Gargano.
La poesia, proprio come una fotografia, coglie l’attimo e le emozioni di un momento. Così come le immagini riescono a trattenere un’atmosfera e a immortalare l’anima, anche la poesia e certamente quella di Federico; riesce a fare lo stesso. Una delle particolarità di questo testo sono le brevi sequenze narrative in cui l’autore racconta le diverse fasi dell’amore umano e più in generale, dell’esistenza.
Si tratta di una raccolta poetica maturata lentamente nel tempo, un lungo percorso di scrittura che si sviluppa come un viaggio attraverso le emozioni, comprese quelle nate dal vissuto personale dell’autore.
La disposizione delle poesie segue una precisa cronologia e, come già accennato, ogni componimento viene introdotto da un breve testo narrativo, quasi a voler spiegare l’immagine evocata dai versi. Perché è proprio questo che fa l’autore: trasforma le parole in immagini.
L’amore che Federico racconta è quello che accompagna la sua vita e tutte le fasidella sua crescita: dalle sconfitte alle vittorie, ogni esperienza diventa degna di essere narrata.
“Questa è la mia storia”, scrive Federico, ma subito dopo lascia spazio al dubbio: non tutto è vero. In una diretta afferma infatti: “Tutto è vero fino a prova contraria”. E aggiunge che, per comprendere cosa appartenga realmente alla sua vita, bisogna indagare tra i versi.
È un modo particolare di raccontare ciò che è stato vissuto, ma anche ciò che è stato immaginato e sognato: realtà e immaginazione finiscono così per fondersi in un tutt’uno.
C’è creatività tra le righe: c’è un giovane che riesce a elaborare le proprie emozioni e persino il dolore, trasformandolo in qualcosa di autentico e profondamente umano.
Federico afferma che questo libro non è un romanzo, né una silloge poetica tradizionale. Possiamo allora definirlo una sorta di diario emotivo, un luogo in cui confluiscono i suoi sogni, ciò che era e ciò che un giorno diventerà.
L’amore è un sentimento capace di toccare ogni cuore e, in questo libro, ciascuno può ritrovare anche una parte della propria storia, raccontata dal punto di vista di qualcuno che non ci conosce. Ed è forse proprio questo che permette al lettore di analizzare le proprie esperienze, voltare pagina e ricominciare.
In un tempo in cui spesso le parole vengono consumate velocemente, Federico Gargano sceglie invece di fermarsi sulle emozioni, di attraversarle e renderle poesia. Ed è forse proprio questa la forza del suo libro: la capacità di trasformare esperienze personali in qualcosa di universale, lasciando al lettore non solo dei versi, ma anche uno spazio in cui ritrovare sé stesso.
Consigliato a chi crede che la poesia possa ancora trasformare il dolore in qualcosa di autentico. A chi cerca nella poesia emozioni autentiche e parole capaci di trasformare esperienze personali in qualcosa di universale.
L’Autore
Federico Gargano nasce a Milano il 12 ottobre 1997. Nipote del poeta e scrittore Severino Gargano, cresce coltivando una profonda sensibilità per la letteratura e per l’esplorazione dell’animo umano. Ingegnere aerospaziale specializzato in Trasporto Aereo presso il Politecnico di Milano, unisce alla formazione scientifica una vivace curiosità creativa che si riflette nei suoi molteplici interessi: la scrittura, la prestidigitazione, la cucina e il mondo dei motori.
Pilota di auto e go-kart, alimenta il sogno della Formula 1 e vive il viaggio come esperienza di scoperta e consapevolezza, guidato da una filosofia del presente intensa e autentica. Nell’ottobre 2025 pubblica il suo primo libro, “Tutte le poesie che ti ho scritto, tutto l’amore che ti ho dato”, un prosimetro che attraversa con delicatezza e profondità i temi dell’amore, della sofferenza e della rinascita.
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#Il libro che piace a tutte le età

Smile Gioco Sport Music di Anselmo Paiano – Edizioni: &100 Group – 2025
“Smile Gioco Sport Music” di Anselmo Paiano già nel titolo troviamo il significato del testo stesso:: imparare e crescere attraverso esperienza, movimento e divertimento, mettendo al centro il benessere e la partecipazione attiva dei più piccoli.
L’autore ci presenta un libro che nasce da un’esperienza lunga sul campo, fatta di anni passati a lavorare con bambini e ragazzi attraverso lo sport e il gioco. Non è un manuale rigido, ma un insieme di idee, esperienze e spunti che prendono forma da situazioni reali.
Al centro dell’opera c’è un’idea semplice ma importante: il gioco e lo sport come strumenti di crescita. Non solo movimento o attività fisica, ma occasioni per imparare a stare con gli altri, a collaborare e a sviluppare sicurezza in sé stessi. Il progetto che dà il titolo al libro ha coinvolto migliaia di bambini nel tempo, dimostrando quanto queste attività possano incidere sul loro sviluppo.
I diversi sport e contesti sono proposte che il nostro autore inserisce all’interno di questo libro; dal calcio al basket, fino al tennis e alla pallavolo. L’approccio è sempre diretto e accessibile, pensato per chi lavora con i più piccoli ma anche per chi, come genitore, vuole capire meglio il valore di certe attività.
In un periodo in cui la tecnologia occupa sempre più spazio nella vita quotidiana, il libro invita a riscoprire il gioco nella sua forma più semplice: quella fatta di movimento, contatto e relazione reale. Non un manuale per insegnare ma un’esperienza da raccontare e mettere a disposizione degli altri.
Accanto alla parte educativa emerge anche una dimensione personale. L’autore inserisce ricordi della propria infanzia e adolescenza, segnati da difficoltà e momenti di esclusione, che hanno contribuito a costruire il suo modo di vedere il lavoro educativo.
Il risultato è un libro che unisce esperienza, formazione e vissuto personale, arricchito anche da contenuti digitali tramite QR Code che permettono di approfondire le attività proposte.
Consigliato a chi crede che l’educazione non passi solo dai libri ma soprattutto dalle esperienze vissute. A chi lavora con i più piccoli e vuole riscoprire il valore delle attività semplici, quelle che insegnano senza sembrare una lezione. È adatto anche a chi sente il bisogno di riportare al centro il movimento, la socialità e il gioco vero, in un’epoca in cui tutto sembra sempre più virtuale. Un libro che può parlare sia a chi è del settore sia a chi, da genitore o curioso, vuole guardare l’infanzia con occhi più attenti e meno distratti.
L’Autore
Anselmo Paiano è educatore sportivo, ideatore del progetto Smile Gioco Sport Music e promotore di attività dedicate alla crescita e al benessere dei più giovani. La sua esperienza personale, segnata da difficoltà di integrazione e da un forte desiderio di riscatto, lo ha portato a sviluppare un approccio educativo basato sul valore del gioco, dello sport e della partecipazione attiva.
Da anni opera a contatto con bambini e ragazzi, utilizzando il movimento e le attività ludico-sportive come strumenti di inclusione, socializzazione e sviluppo personale. Attraverso il progetto Smile Gioco Sport Music ha coinvolto migliaia di giovani in percorsi educativi che mettono al centro la relazione, la fiducia in sé stessi e il benessere condiviso.
Nel libro Smile Gioco Sport Music raccoglie esperienze, riflessioni e proposte nate dal lavoro sul campo, offrendo una testimonianza diretta del valore formativo dello sport e del gioco nella crescita delle nuove generazioni.
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