18/04/2026
Roma, la cultura dell’impegno civile al centro del Premio “Segni di Pace” 2026
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Roma, la cultura dell’impegno civile al centro del Premio “Segni di Pace” 2026

Apr 8, 2026

Nella capitale si rinnova uno degli appuntamenti più significativi dedicati ai valori della convivenza e del dialogo. Il prossimo 15 aprile, nella prestigiosa cornice di Palazzo Valentini, andrà in scena la terza edizione del Premio Nazionale ‘Segni di Pace’, promosso dalla Cattedra della Pace.

L’iniziativa si conferma come un momento di forte rilevanza simbolica, volto a riconoscere l’impegno di personalità che, nei rispettivi ambiti, contribuiscono concretamente alla diffusione di una cultura fondata sul rispetto, sull’ascolto e sulla responsabilità sociale.

L’edizione 2026 si distingue per la presenza di figure di primo piano del panorama italiano. Tra i nomi annunciati figurano tanti volti noti: Giovanni Malagò, Lino Banfi, Luca Berruti, Francesco Totti, Irma Conti. Un insieme eterogeneo che dimostra come il valore della pace attraversi discipline, linguaggi e professioni diverse.

Tra i riconoscimenti spicca anche quello destinato alla giornalista Ilaria Solazzo, già premiata nel 2025 in Campidoglio con il noto Premio Marie Curie. La sua candidatura, sostenuta con convinzione dalla Dottoressa Antonietta Micali – Direttrice del Dipartimento Letteratura della Secolare Accademia Tiberina e Direttrice della Cattedra delle Donne

  • nasce dalla capacità dimostrata negli anni di favorire il dialogo e creare connessioni umane attraverso il lavoro giornalistico. La Micali è stata indicata dagli organizzatori Ambasciatrice del Premio.

Secondo la visione degli organizzatori, ‘Segni di Pace’ non rappresenta soltanto un riconoscimento formale, ma un percorso che restituisce valore a chi ha saputo tradurre principi etici in azioni concrete. Un cammino che si alimenta nel tempo, attraverso relazioni, gesti quotidiani e responsabilità condivise.

L’edizione di quest’anno assume un significato ancora più personale per la Solazzo, che ha scelto di dedicare il suo premio a Giacomo Innocenzi e Luca Cisternino. Due figure che, come da lei stessa sottolineato, rappresentano esempi autentici di resilienza e forza interiore, capaci di trasformare le difficoltà in occasioni di crescita continua.

La cerimonia, ospitata in una sala con posti limitati, sarà accessibile gratuitamente al pubblico su prenotazione, fino ad esaurimento della capienza. Una scelta che riflette la volontà di rendere l’evento inclusivo e partecipato, rafforzando il legame con la cittadinanza.

Il Premio ‘Segni di Pace’ si consolida così come un punto di riferimento nel panorama culturale italiano, capace di unire testimonianze diverse sotto un unico denominatore: la costruzione di una società più consapevole e solidale.

Non solo celebrazione, dunque, ma un invito a trasformare i valori in azioni quotidiane. In un contesto storico complesso, il messaggio che emerge è chiaro: la pace non è un concetto astratto, ma una responsabilità collettiva che richiede impegno costante.

In foto la scrittrice Linda Lucidi insieme alla giornalista Ilaria Solazzo

In vista dell’evento, il Direttore, ha incontrato la giornalista Ilaria Solazzo, tra i protagonisti dell’attesissima giornata romana.

Dottoressa Solazzo, cosa rappresenta per lei ricevere un riconoscimento così significativo?
«Lo vivo come il risultato di un percorso condiviso. Non riguarda solo me, ma tutte le persone incontrate lungo il cammino. È uno stimolo a proseguire con ancora maggiore consapevolezza, cercando ogni giorno di favorire il dialogo.»

Il sostegno della Dottoressa Antonietta Micali è stato determinante. Che valore ha per lei questo apprezzamento?
«Molto. Le sue parole rappresentano un riconoscimento profondo, perché colgono il senso del mio lavoro: creare connessioni e non divisioni.»

Il premio viene descritto come un percorso che ritorna. In che modo questa idea si riflette nella sua esperienza?
«Ogni gesto autentico genera un’eco nel tempo. L’empatia e l’ascolto costruiscono relazioni che restituiscono valore umano.»

Ha scelto di dedicare questo traguardo a due giovani a lei molto legati. Vuole raccontarci il perché?
«A Giacomo e Luca, due esempi straordinari di forza. Mi hanno insegnato ad affrontare le difficoltà con dignità e speranza.»

Condivide questo riconoscimento con personalità molto diverse tra loro. Che significato attribuisce a questa pluralità?
«È la dimostrazione che la pace riguarda ogni ambito della società. Proprio questa pluralità la rende più concreta e credibile»

Quale messaggio sente di rivolgere alle nuove generazioni?
«Ogni scelta quotidiana conta. Anche nei momenti difficili, si può scegliere di costruire invece di distruggere»

Le parole della giornalista Ilaria Solazzo restituiscono il senso più autentico dell’iniziativa: un richiamo silenzioso ma potente alla responsabilità individuale. Il Premio ‘Segni di Pace’ non si limita a valorizzare percorsi virtuosi, ma si propone come punto di partenza per un impegno condiviso.

In un’epoca segnata da tensioni e contrasti, il messaggio che emerge da Roma è chiaro: la pace si costruisce ogni giorno, attraverso gesti concreti e scelte consapevoli. Un compito che riguarda tutti, nessuno escluso.