18/04/2026
Pif si interroga sulla cristianità a intermittenza nel film “…Che Dio perdona a tutti” fra dolci alla ricotta e dialoghi con papa Francesco
Cinema&Teatro

Pif si interroga sulla cristianità a intermittenza nel film “…Che Dio perdona a tutti” fra dolci alla ricotta e dialoghi con papa Francesco

Apr 7, 2026

Giorno 2 aprile 2026 nelle sale italiane è uscito il film “..Che Dio perdona a tutti “, tratto dal primo romanzo di Pierfrancesco Diliberto, attore e conduttore palermitano, conosciuto con il nome d’arte Pif, pubblicato da Feltrinelli nel 2018. Il libro, la cui trama pare gli sia stata ispirata da un reale incontro avvenuto con Papa Francesco nel 2017, ha venduto oltre 100.000 copie ed è rimasto per vari mesi nella classifica dei best seller italiani raggiungendo nel dicembre del 2018 la terza posizione fra i libri più venduti in Italia. In questi anni l’autore ha curato la sceneggiatura del film, che si presenta davvero molto interessante, mettendo a nudo le contraddizioni fra cattolicesimo intransigente e dogmatico, gli insegnamenti di Cristo dei Vangeli e il reale modo di viverlo nel mondo contemporaneo.

Distribuito da PiperFilm, l’opera si propone come una delle nuove commedie nazionali più rilevanti della stagione. Con la regia dallo stesso Pif, che ne firma anche la sceneggiatura insieme a Michele Astori, il film si inserisce nel solco di una narrazione che intreccia esilarante comicità, ironia e riflessione portando sullo schermo una storia costruita attorno al senso e alla pratica della fede nella vita quotidiana, relazioni e identità personale. La produzione, curata da Kavac, accompagna un progetto che viene rielaborato per il linguaggio cinematografico, ma che cerca di mantenere un forte legame con le sue origini narrative.

In ”…Che Dio perdona a tutti “ Pif interpreta il ruolo di Arturo, affiancato da Giusy Buscemi nei panni di Flora, la donna di cui è innamorato. Nel cast è presente anche Francesco Scianna, nella parte del suo amico e datore di lavoro Tommaso, insieme a Carlos Hipólito nel ruolo di Papa Bergoglio, Maurizio Marchetti e Domenico Centamore. L’insieme degli interpreti contribuisce a dare corpo e credibilità ai diversi personaggi che popolano la vicenda, ciascuno con caratteristiche e sfumature ben definite che rendono la narrazione davvero avvincente.

Il cast tecnico di “…Che Dio perdona a tutti “si avvale della fotografia di Guido Michelotti, del montaggio curato da Giogiò Franchini e delle musiche composte da Santi Pulvirenti. La produzione è affidata a Kavac, mentre la distribuzione è gestita da PiperFilm. L’insieme delle professionalità coinvolte definisce l’impianto tecnico del film, contribuendo in modo armonioso alla costruzione complessiva dell’opera.

Il protagonista è Arturo il quale, con la passione irrinunciabile per i dolci di ricotta, svolge senza ambizione la professione di agente immobiliare. Le sue giornate scorrono tra appuntamenti con clienti, partite di calcetto con i colleghi organizzate dal responsabile Tommaso e le visite frequenti nelle diverse pasticcerie di Palermo alla ricerca dei dolci preferiti da assaggiare. Durante una di queste visite conosce Flora, la figlia di un pasticcere che vorrebbe seguire le orme del padre, ma in una pasticceria tutta sua. Per lei ha un vero e proprio colpo di fulmine e si rende conto di aver incontrato la donna dei suoi sogni. Così, per starle vicino, si impegna a trovare per lei il locale perfetto e l’aiuta nell’allestimento, fingendo che la sua presenza sia un servizio dell’agenzia che le ha venduto il locale. La comune passione per i dolci e la frequentazione scatenano fra i due una travolgente passione a un punto tale che decidono di andare a vivere insieme. Flora si distingue per intelligenza, intraprendenza e una profonda adesione alla fede cattolica, elemento che fin da subito introduce una distanza significativa tra i due. Arturo, pur essendo agnostico, decide di adattarsi alle sue convinzioni; la accompagna, frequenta la chiesa e arriva a impersonare Gesù durante una “Via Crucis” Questo tentativo, che dovrebbe rappresentare un gesto di avvicinamento spirituale, si trasforma in una sequenza di situazioni ridicole, goffe e imbarazzanti, al limite del paradosso, specie quando Flora, a seguito della patetica confessione di lui, scopre la reale indifferenza religiosa di Arturo. Così il rapporto entra in crisi e fra loro si prospetta la possibilità di una rottura. Di fronte a questa situazione, Arturo, che si sente profondamente innamorato, reagisce in modo inatteso: tra esasperazione e provocazione, promette di seguire alla lettera la parola di Dio per tre settimane. Questa decisione segna un cambiamento radicale nella sua vita, mettendo in discussione abitudini, convinzioni e relazioni personali, compromettendo il suo rapporto con Flora che non accetta il suo estremismo,con il suo amico e datore di lavoro Tommaso per il quale non riesce e mentire ai clienti e alla moglie che tradisce, e con tutte le persone che gli stanno intorno che non si spiegano questa sua radicale trasformazione. A rendere ancora più singolare questo percorso è la presenza di un complice insolito, il Papa, al quale Arturo si confessa e che lo accompagna in questa esperienza fuori dall’ordinario, non si sa per un delirio causato da un eccesso glicemico o per un miracoloso intervento di un Papa eccezionale. Il film comunque vuole essere anche un omaggio a questa figura speciale di pontefice il quale, con la sua modestia e semplicità, incarna nella mente dell’autore il modello di Papa perfetto di cui ogni cristiano ha bisogno per

praticare nella vita quotidiana una forma di cristianesimo davvero conforme al messaggio evangelico.

Nel film vengono affrontate anche delle tematiche coerenti con gli insegnamenti di Gesù, quali la necessità di vivere nella verità, sfuggendo alle menzogne e all’inganno, l’altruismo verso chi ha bisogno e si trova in difficoltà, l’accoglienza di coloro che vivono una situazione di disagio perché provengono da una terra straniera e sono costretti a subire l’emarginazione sociale.

In effetti, molti cristiani si mostrano molto ligi nella costante partecipazione ai sacramenti e ai riti religiosi, ma allo stesso tempo non amano davvero il prossimo, tradiscono, mentono, emarginano i diversi e si comportano con falsità e ipocrisia. Il cristianesimo a intermittenza è vero cristianesimo? E’ possibile praticarlo alla lettera, così come ci dice la parola di Cristo? Possiamo aspettarci il perdono di Dio se non ci pentiamo dei nostri errori? In questi tre quesiti è racchiuso il messaggio di un film che interroga tutti, cristiani e agnostici, sull’autenticità delle relazioni e sulla difficoltà di vivere la propria esistenza nella piena trasparenza seguendo principi etici e valori di umanità cristiana.

Un film da non perdere, perché rappresenta una profonda lezione di vita che lancia con leggerezza, ma con serietà, il seme del dubbio e mette sotto esame la nostra coscienza.