A_social: dentro e fuori i social lo specchio riflesso
I Consigliati di Milena Bonvissuto
In un panorama narrativo che spesso si limita a osservare gli adolescenti da lontano, Antonio Patti sceglie invece di entrarci dentro, con rispetto, lucidità e una sorprendente capacità di ascolto. A-social è il risultato di questo sguardo ravvicinato: un romanzo che racconta la fragilità e la forza dei ragazzi di oggi, immersi in un mondo dove reale e digitale si intrecciano fino a confondersi.

Patti, nato a Palermo nel 1974 e cresciuto a Partinico, porta nella scrittura la sua storia personale e professionale: gli anni di lavoro in un call center, l’esperienza quotidiana nelle scuole superiori come docente di Geografia, la precoce vocazione poetica nata a undici anni con una poesia in vernacolo premiata a scuola. È una voce che nasce dal vissuto, non dalla teoria, e questo si sente in ogni pagina.
Il romanzo si apre con una città che sembra immobile, quasi sospesa, e una scuola nuova che rappresenta invece un tentativo di cambiamento. Qui arriva Gabri, quattordici anni, un’anima sensibile cresciuta tra vinili e romanzi, con il sogno di diventare scrittrice. Non ama la scuola che ha lasciato, e questa nuova realtà sembra offrirle un’occasione di rinascita. Ma il suo primo smartphone, ricevuto come un dono di libertà, diventa presto una trappola sottile: notifiche, like, profili da costruire, vite da confrontare. Patti racconta con precisione come il digitale possa insinuarsi nelle crepe dell’identità, amplificandole.
Attorno a Gabri si muove un coro di adolescenti che rappresentano altrettante sfumature della complessità giovanile: Davide, introverso e segnato da un trauma che non riesce a condividere; Riccardo, che vede nel calcio una via di riscatto; Sofia, in lotta con una bipolarità che la disorienta; Ruben, ferito dalla separazione dei genitori e dalla depressione del padre; Manuel, il ragazzo più ammirato e più ribelle, dietro cui si nasconde un mondo che nessuno immagina. Le loro storie si intrecciano con naturalezza, fino a convergere in un evento che sconvolgerà l’intera scuola e costringerà tutti a guardarsi dentro.
A_social non è solo un romanzo sugli adolescenti: è un romanzo per gli adulti che li osservano, spesso senza comprenderli davvero. Patti non giudica, non semplifica, non edulcora. Mostra. E nel mostrare, invita a riflettere su quanto sia fragile il confine tra libertà e dipendenza, tra identità e immagine, tra ciò che siamo e ciò che mostriamo.
Nota di merito: Antonio Patti riesce in un’impresa rara: raccontare l’adolescenza senza paternalismi e senza retorica, con una scrittura limpida e un’empatia autentica. A-social è un romanzo che parla al presente, ma soprattutto parla del presente, con la consapevolezza di chi la scuola la vive ogni giorno e ne conosce le ombre e le luci. Un’opera che merita attenzione, perché restituisce dignità e profondità a una generazione spesso fraintesa .
Cinque stelle meritate.
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