18/04/2026
LA BIBLIOTECA DEI DESIDERI
Raccolte Racconti Brevi

LA BIBLIOTECA DEI DESIDERI

Set 25, 2025

Racconto di Andrea Ansevini

Nel cuore di una città che non esiste sulle mappe, dove le strade si piegano come pensieri e le lanterne brillano con luce di memoria, sorge un edificio antico e silenzioso: “la Biblioteca dei Desideri.”

Nessuno sa chi l’abbia costruita, né quando. Alcuni dicono che sia apparsa una notte di luna nuova, altri che esista da sempre, come un’eco del primo sogno mai sognato.

La Biblioteca non ha porte, solo soglie.

Per entrarvi, non serve bussare: basta desiderare. Ma non un desiderio qualunque, deve essere quello che ti tiene sveglio la notte, che ti pulsa nel petto come un tamburo invisibile. Solo chi porta con sé un desiderio autentico può varcare la soglia.

Un uomo, senza nome, incerto si avvicina.

Alcuni lo chiamano Il Viaggiatore, altri Il Cercatore, altri ancora Lo Sconosciuto.

Cammina da anni, forse secoli, inseguendo un sogno che non riesce a definire. Non cerca ricchezza, né gloria. Cerca qualcosa che non ha mai visto, ma che sente come una nostalgia di ciò che non è mai stato.

Una notte, mentre attraversa una foresta di alberi che sussurrano in lingue dimenticate, sente un richiamo.

Non è una voce, ma un pensiero che gli si insinua nella mente: “Vieni.” 

Segue il richiamo e si ritrova davanti alla Biblioteca ed entra.

All’interno, il tempo non scorre.

I corridoi si snodano come sogni, ogni scaffale è colmo di libri che non sono mai stati scritti.

Il Viaggiatore incontra il Custode, una figura alta e sottile, con occhi che sembrano riflettere galassie.

«Benvenuto,» dice il Custode. «Qui sono conservati tutti i desideri mai provati. Ogni libro è un’anima che ha sognato.»

Il Viaggiatore si avvicina a uno scaffale. Prende un volume rilegato in pelle di silenzio.

Lo apre.

Dentro, non ci sono parole, ma immagini che si muovono come pensieri liquidi: una bambina che sogna di volare, un vecchio che desidera rivedere l’amore perduto, un artista che cerca il colore che non esiste.

«E il mio?» chiede il Viaggiatore.

Il Custode sorride. «Il tuo è ancora in scrittura.»

Il Viaggiatore viene condotto in una sala segreta, dove si trova un solo libro, aperto a metà.

Le pagine sono bianche, ma pulsano.

È il suo sogno, ancora incompleto.

Il Custode gli porge una penna fatta di luce.

«Scrivi ciò che desideri.»

Il Viaggiatore esita. Cosa desidera davvero?

Ha camminato per mondi, ha visto città sospese nel cielo, ha parlato con creature fatte di vento. Ma il desiderio che lo ha guidato è più profondo. Non è un luogo, né una persona. È la comprensione. Vuole sapere perché si sogna. Vuole toccare il cuore del desiderio stesso.

Le pagine si riempiono di parole che non ha scritto, ma che sente come sue.

Raccontano di un bambino che guarda le stelle e si chiede se qualcuna lo stia guardando.

Racconta di una donna che danza sotto la pioggia, sperando che qualcuno la veda.

Racconta di un vecchio che pianta un albero, sapendo che non vedrà mai i suoi frutti.

Racconta di lui stesso da piccolo che si vede a giocare in un cortile. Poco dopo si rivede a tirare sassi nel mare in piena notte immaginando di colpire una stella e ritornare a casa a dormire.

Una volta a letto, chiude gli occhi e inizia a sognare e vede lui stesso intento a volare.

Una canzone all’improvviso giunge alle sue orecchie e gli ricorda il suo ultimo racconto che ha scritto.

Incuriosito, non ricordando il titolo, chiede al Custode di che brano si tratti.

«Questo che stai ascoltando è “Le storie di ieri”, una canzone di Francesco De Gregori.

Le sue orecchie vengono attirate da alcuni versi e ricorda nuovamente la sua infanzia sognata e desiderata.

“E il bambino nel cortile sta giocando

Tira sassi nel cielo e nel mare

Ogni volta che colpisce una stella

Chiude gli occhi e comincia a sognare

Chiude gli occhi e comincia a volare…”

«Ho fatto.» Dice rimettendo a posto la penna.

«Seguimi.»

Il Custode lo conduce in un’altra stanza, dove le pareti sono specchi.

Lì osserva che le pareti non riflettono il corpo: riflettono i sogni.

Il Viaggiatore si guarda e vede mille versioni di sé: uno che ha scelto l’amore, uno che ha scelto la solitudine, uno che ha rinunciato, uno che ha osato.

Ogni riflesso gli parla.

Alcuni lo accusano di aver perso tempo, altri lo ringraziano per aver cercato.

Uno, il più silenzioso, lo guarda con occhi pieni di lacrime.

«Tu sei quello che non ha mai smesso di desiderare, vero?» dice.

Il Viaggiatore capisce.

Il sogno non è una meta, ma un cammino.

Il desiderio non è mancanza, ma movimento. Non si desidera ciò che si ha, né ciò che si può ottenere. Si desidera ciò che ci trasforma.

Quando esce dalla Biblioteca, il mondo è cambiato. O forse è lui ad essere cambiato?

Non lo sa.

Cammina ancora, ma non cerca più niente.

Ora vive il sogno, ogni giorno, come un atto di creazione.

Ora, seduto di fuori si ferma, guarda il cielo, è stanco di viaggiare.

Dopo il tempo trascorso all’interno della “Biblioteca dei Desideri”, Nella sua mente sono vivi i recenti ricordi, ma anche quelli passati.

In quel momento, altri versi dello stesso brano di poco prima, giungono di nuovo alle sue orecchie.

“Ma il bambino nel cortile si è fermato

Si è stancato di seguire aquiloni

Si è seduto tra i ricordi vicini, rumori lontani

Guarda il muro e si guarda le mani

Guarda il muro e si guarda le mani

Guarda il muro e si guarda le mani…”

La Biblioteca dei Desideri esiste ancora, in un angolo del mondo che non si può trovare con una mappa.

Alcuni dicono che si trovi dentro di noi, ogni volta che chiudiamo gli occhi e sogniamo con il cuore aperto.

E tu, lettore, quale sogno ti guida? Quale desiderio ti tiene sveglio? Forse, proprio ora, la Biblioteca ti sta chiamando: “Vieni!”