25/08/2026
Letizia Meuti torna in libreria con Tutta la vita: i giovani e la ricerca di sé al centro del nuovo romanzo
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Letizia Meuti torna in libreria con Tutta la vita: i giovani e la ricerca di sé al centro del nuovo romanzo

Set 5, 2025

C’è sempre un filo che lega i romanzi di Letizia Meuti: il desiderio di raccontare il presente con occhi sinceri, restituendo la complessità della società attraverso personaggi e storie che risuonano autentiche. Dopo Un cinese napoletano, romanzo che aveva sorpreso i lettori per l’originalità con cui parlava di integrazione e solidarietà nella Napoli segnata dalla pandemia, la scrittrice romana torna in libreria con Tutta la vita (Book Editors Group). Un titolo semplice, diretto, che racchiude la promessa di un percorso di ricerca interiore e di affermazione personale.

Se il primo libro metteva in dialogo culture diverse, il secondo sposta l’attenzione sui giovani-adulti: generazione sospesa tra sogni e precarietà, desiderosa di libertà ma spesso frenata da incertezze e contraddizioni. La protagonista, Sofia, è una giovane imprenditrice che ha creato una start-up di successo. Ma dietro ai traguardi raggiunti si nascondono ferite irrisolte, e un incontro inaspettato le ricorda che il passato non è mai del tutto archiviato. Pisa diventa lo scenario di un romanzo che è insieme racconto di crescita, diario intimo e riflessione universale sul coraggio di inseguire i propri sogni.

Una scrittura nata dall’ascolto

La storia di Letizia Meuti come autrice è, a sua volta, un percorso di crescita. “Ho iniziato a scrivere nel 2012 come articolista freelance per alcune testate giornalistiche online. Poi sono arrivati i blog, un quotidiano indipendente e infine i libri” racconta. Dal giornalismo, dice, ha imparato una lezione preziosa: l’essenzialità. “Scrivere per i giornali ti insegna a dire molto con poco, ad arrivare dritto al punto senza perdere precisione o sensibilità. Ma soprattutto ti allena ad ascoltare davvero, a cogliere l’essenza di una storia tra i fatti e nei dettagli che sembrano secondari. Credo che il mio stile narrativo nasca da lì: dal bisogno di essere onesta e dalla ricerca di una verità emotiva da consegnare ai lettori”.

La sua scrittura, dunque, è fatta di osservazione, immediatezza, ma anche di empatia: uno sguardo capace di trasformare la cronaca quotidiana in letteratura, e le vite comuni in specchi di domande universali.

Napoli, Pisa e i volti del presente

In Un cinese napoletano, Meuti aveva scelto Napoli come teatro di un incontro tra Oriente e Occidente, mettendo in scena l’umanità della città in uno dei momenti più difficili della sua storia recente: la pandemia. “Nonostante le differenze, mi sono accorta che le vite apparentemente lontane hanno spesso sorprendenti punti in comune” spiega.

Con Tutta la vita, invece, il baricentro si sposta a Pisa. Una scelta dettata dall’amore personale per la Toscana, ma anche dal desiderio di raccontare una città ricca di storia e tradizioni. “Pisa è un po’ sottovalutata – dice l’autrice – ma ha usanze antiche che andrebbero riscoperte, come il Palio di Bientina o San Valentino, che descrivo nel libro. È una città che vive di arte e cultura, circondata da paesaggi che sanno di eternità: colline, mare, colline ancora. Uno scenario che mi ha permesso di intrecciare la vicenda di Sofia con la bellezza e la memoria dei luoghi”.

Ma Pisa è anche il luogo simbolico per parlare dei giovani del 2025. “Il problema dei giovani e del lavoro c’è sempre stato” osserva Meuti. “Ma oggi c’è una ricerca più attenta, più individualista, uno sguardo diverso anche sulle situazioni tossiche. È un bene: significa che c’è un’evoluzione, che non ci si accontenta più di subire, ma si cerca un ambiente in cui crescere davvero”.

Generazioni che leggono e che resistono

A chi sostiene che i giovani leggono poco, l’autrice risponde con semplicità: “I ragazzi leggono quello che piace a loro, ed è giusto che sia così. Le letture che scegliamo ci definiscono, raccontano chi siamo. Non serve etichettarli, ma accompagnarli a scoprire storie che parlino la loro lingua”.

E se qualcuno intravede nei suoi romanzi messaggi politici, Meuti accetta la lettura senza forzature. “Io descrivo il mondo che ci circonda. E la politica, in fondo, non è altro che questo: la vita associata, gli affari pubblici. Se i miei libri raccontano la società, allora inevitabilmente parlano anche di politica. Ma ai posteri l’ardua sentenza”.

Una voce da seguire

Con due romanzi già all’attivo e un terzo in preparazione, Letizia Meuti si conferma una delle nuove voci interessanti della narrativa contemporanea. Il suo stile diretto, capace di coniugare immediatezza giornalistica ed empatia narrativa, la rende un’autrice che non teme di affrontare i nodi del presente.

E proprio il presente, con le sue sfide e contraddizioni, sembra essere la materia viva della sua scrittura: la pandemia, l’integrazione culturale, il lavoro, l’identità dei giovani. Tutti temi che, raccontati attraverso storie intime e personaggi concreti, diventano specchio di una collettività in cerca di futuro.

Con Tutta la vita, Letizia Meuti ci consegna non solo un romanzo, ma un invito: non smettere di cercare sé stessi, anche quando le incertezze sembrano insuperabili. Perché la vita, con tutte le sue prove, resta sempre degna di essere vissuta fino in fondo.