La luce oltre il buio: MOON di Pierdonato Taccogna
Articolo a cura di Gigi Vinci
Cari lettori,
questa sera ho avuto il piacere di assistere all’inaugurazione di “MOON”, la personale di Pierdonato Taccogna al Casino delle Muse di Palermo.

È stata una serata particolare, perché dietro queste opere non c’è soltanto la ricerca di un artista che guarda al cosmo e alla Space Art. C’è soprattutto una storia personale che dà un significato profondo alla sua pittura.
A quindici anni, durante un’esperienza di coma, il pittore racconta di aver vissuto quella che viene definita una NDE, Near-Death Experience, cioè un’esperienza di pre-morte, una luce intensa, un tunnel bianco, qualcosa di difficile da spiegare con le parole.

Da allora quella luce è rimasta dentro di lui.
Ed è proprio quella luce che oggi cerca di ritrovare attraverso la pittura.
Lo fa con una ricerca quasi artigianale, recuperando tecniche antiche, preparando personalmente i pigmenti e mescolandoli all’olio. Utilizza la juta, la carta e altri materiali, trasformando la materia stessa in parte del racconto.
Il cosmo diventa così un ponte verso qualcosa che va oltre ciò che vediamo.
Stelle, pianeti, nebulose e, in questa nuova mostra, soprattutto la Luna e l’eclissi, diventano strumenti per parlare di luce e oscurità, di ciò che conosciamo e di ciò che ancora non riusciamo a comprendere.

Ed è proprio questo che mi ha colpito.
Guardando i suoi quadri ho avuto la sensazione che non volesse semplicemente rappresentare il cielo, ma cercare qualcosa che nel cielo non riusciamo a vedere.
Forse quella luce che incontrò tanti anni fa.
Forse un collegamento con qualcosa di più grande di noi.
O forse semplicemente una risposta che ancora non ha trovato.
E forse è proprio questa la forza della sua pittura, non darci una risposta, ma lasciarci con una domanda e con gli occhi rivolti verso l’alto.
Vostro Gigi Vinci



