The Testaments, dopo il racconto delle ancelle

L’autrice del celebre romanzo distopico Il racconto dell’ancella, la canadese Margaret Atwood, ha sempre dichiarato che nulla di ciò che ha scritto nasce da pura fantasia: ogni elemento del suo universo narrativo è ispirato a fatti realmente accaduti nella storia dell’umanità. È proprio questa consapevolezza a rendere il suo lavoro così potente e inquietante. Atwood, nei crediti del romanzo, invita il lettore a riflettere su quanto la disattenzione verso ciò che accade nel presente possa trasformarsi in terreno fertile per derive autoritarie e violente. Nulla è impossibile, sembra suggerire: ciò che non si protegge oggi potrebbe essere perduto domani.
A distanza di decenni dalla pubblicazione del romanzo originale, Atwood ha ampliato il mondo di Gilead con I testamenti “The Testaments”, un seguito ambientato quindici anni dopo gli eventi del primo libro. La storia si apre su una nuova generazione: Agnes, cresciuta all’interno del regime, e Daisy, che vive nel mondo libero. Le loro vite, così diverse eppure destinate a intrecciarsi, permettono di osservare Gilead da prospettive opposte. Il romanzo offre anche un ritratto più complesso e sorprendente di Zia Lydia, svelandone il passato, le contraddizioni e il ruolo strategico all’interno del sistema.
La serie televisiva tratta da I testamenti ha debuttato con una prima stagione composta da dieci episodi. È ambientata nello stesso arco temporale del romanzo e ne riprende le tensioni, le rivelazioni e la lotta silenziosa che attraversa i personaggi. Il progetto è stato già rinnovato per una seconda stagione, segno dell’interesse crescente verso questo universo narrativo e le sue implicazioni contemporanee.
La forza dell’opera di Atwood, sia letteraria che televisiva, si trova nella capacità di mostrare quanto sia fragile la libertà quando viene data per scontata. Le sue storie non sono solo distopie: sono moniti. Parlano di controllo, di identità, di resistenza, ma soprattutto di responsabilità collettiva. Per questo motivo, la visione e la lettura risultano particolarmente adatte a un pubblico dai diciassette anni in su, ma è un mio pensiero poiché si è capaci di cogliere la complessità dei temi trattati e di confrontarsi con le domande che Atwood pone.
Buona visione, la serie la trovate su Disney Plus.



