Massimiliano Reggiani interpreta la magia di “Messinscena” proposta da Silvy Bassanese
Roberto Gianinetti e Chiara Mazzeri dialogano tra fotografia e incisione in una mostra che esplora memoria, tempo e percezione
A Biella negli ampi e luminosi spazi della Galleria Silvy Bassanese Arte Contemporanea è in mostra “Messinscena” un’esposizione di accattivanti opere su carta, in parte fotografie ripassate al torchio, in parte stampe realizzate con matrici polimateriche. Gli artisti, ovviamente maestri nella fotografia chi nell’incisione, sono Roberto Gianinetti e Chiara Mazzeri. I loro linguaggi, le tecniche e le estetiche trovano un’armoniosa sintesi in una serie di opere a quattro mani, dove è evidente l’incontro e l’appagamento di ambedue gli artisti che si integrano e si completano a vicenda.

Per Silvy Bassanese, autore del progetto “E’ superfluo chiedersi – per la fruizione visiva emozionale – fin dove arriva la mano dell’uno o dell’altra: l’immagine dovrebbe essere guardata in sé al di là del dato costruttivo tecnico, così come si guarda una chiesa o un palazzo che nel tempo ha subito trasformazioni ed è diventata opera completa e attuale su cui chi ne è al cospetto pone lo sguardo”. I lavori presentati, infatti, raggiungono una tale armonia, un’unità d’intenti, che effettivamente possono essere letti come epifanie. In luoghi tanto reali – perché fotografati – quanto teatrali – per il taglio scelto – appaiono presenze grafiche che materializzano flussi di memoria, suggestioni, lacerti di un passato ormai trascorso eppure ancora evidente e vero.

Le opere, stampate ognuna in soli due esemplari, danno una visione potenziata del paesaggio, del frammento di spazio catturato dall’obiettivo. Si vede tanto il fisicamente concreto quanto il susseguirsi di presenze, di tracce, di realtà che appartengono al bagaglio di ognuno fatto di personalissime emozioni e poi di memorie, nonostante il mondo sia nel frattempo mutato. La bellezza, a mio parere straordinaria, di questi lavori sta proprio nella capacità di evidenziare il tempo interiore che non segue più il ritmo ordinario dei mesi e delle stagioni ma permane e galvanizza i sensi o si fa struggente o comunque commuove ma palpita nello spazio circoscritto di una mente, scrigno prezioso e unico dell’esperienza vissuta.

Naturalmente è interessante anche conoscere, individualmente, i singoli artisti anche perché la mostra comprende diverse opere realizzate singolarmente da Roberto Gianinetti. Uno tra i massimi incisori nazionali nel panorama contemporaneo ha spronato ed esasperato al limite l’antica arte della stampa al torchio, creando un nuovo modo di intendere la disciplina. La tecnica, che per secoli era stata affinata per produrre rapidamente dei multipli viene ricondotta all’azione primordiale del pressare, del lasciare volontariamente traccia.

Nell’arte di Roberto Gianinetti la matrice, un tempo lastra abitualmente unica di metallo o tavola di legno, si frammenta in una moltitudine di parti ognuna con un proprio valore simbolico, con un significato, con una decisa individualità. L’incisore le dispone liberamente sul piano di stampa e poi, in passaggi successivi, le ridispone e nuovamente stampa creando sovrapposizioni, cambi di colore, ripetizioni seriali espresse per successioni temporali. La sua estetica riflette il percorso cognitivo, la formazione della coscienza individuale, il cesellarsi della personalità: un ingresso ininterrotto di stimoli ed esperienze che durano un’intera vita, per i singoli, o addirittura un’epoca, per le civiltà.

La fotografia di Chiara Mazzeri, invece, indaga la realtà alla ricerca di potenziali varchi che permettano inaspettati flussi spaziotemporali, un possibile affacciarsi di qualcosa che non è ponderabile ma di cui l’artista sente prepotentemente la presenza. Per questa ragione le sue immagini, fortemente geometriche, lasciano in grande evidenza ciò che può farsi portatore di altro da sé. L’acqua piatta da sembrare uno specchio, il muro intonacato su cui potrebbe apparire un’ombra, un argine in lontananza, la suggestione di un cielo infinito. L’incontro felice di questa fotografa delle possibilità e dell’incisore che raccoglie meticolosamente la memoria ha generato la “Messinscena” di un mondo che, attraverso forme e colori, sfiora la poesia.

“Messinscena” un progetto a cura di Silvy Bassanese
opere di Roberto Gianinetti e Chiara Mazzeri
dal 16 maggio al 13 giugno 2026
Galleria Silvy Bassanese a Biella, via Galileo Galilei 45
Fotografie di Chiara Mazzeri
opere di Chiara Mazzeri e Roberto Gianinetti realizzate in tiratura di due copie su carta fine art Hannemüle “Sugar Cane”300 GSM (70% fibra di canna da zucchero 30% cotone)
Seguite il dott. Massimiliano Reggiani per altre riflessioni critiche su arte e artisti nella pagina Critica d’arte al seguente link: https://www.facebook.com/reggianicriticadarte

