L’amore è l’unico virus che ASI non può fermare!
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Irene Luccioni è una giovane autrice che è capace di intrecciare con naturalezza rigore scientifico e sensibilità filosofica.

Laureata in Scienze Naturali con una specializzazione in Paleoantropologia, porta nella scrittura lo sguardo lungo di chi studia l’essere umano nella sua evoluzione, nelle sue fragilità e nelle sue possibilità. Insegnante di scienze in un liceo scientifico, vive ogni giorno a contatto con le nuove generazioni, osservando da vicino il modo in cui tecnologia, identità e futuro si intrecciano nelle loro vite.
È proprio da questa sua visione: tra ciò che siamo stati e ciò che potremmo diventare che nasce UtopiA.I., il suo romanzo d’esordio. Una distopia lucida e inquieta, che non usa l’immaginazione come fuga, ma come lente critica per interrogare il presente.
Nel mondo perfetto governato da un’intelligenza artificiale onnipresente, la protagonista Margherita scopre una crepa, un dubbio, un richiamo antico alla libertà del pensiero. Da lì si apre un percorso che mette in discussione il prezzo della sicurezza, il valore della coscienza e il rischio di delegare troppo alle macchine. La passione dell’autrice per la filosofia emerge con forza nella trama, che non si limita a raccontare una storia, ma invita a riflettere sul senso della nostra umanità. Non a caso, durante una recente intervista live, Luccioni ha sottolineato con fermezza che una macchina non potrà mai sostituire i sentimenti, ricordando che l’emozione, l’amore il dolore è la capacità di provare meraviglia restano territori irriducibilmente umani.
Coerente con questa visione, Irene Luccioni vive e scrive coltivando la “presenza analogica”: un ritmo più lento, un rapporto diretto con la natura, un pensiero che non si lascia travolgere dal rumore digitale ma lo tiene vicino.
È una scelta che non ha nulla di nostalgico, ma che rappresenta un invito a recuperare profondità, attenzione e consapevolezza. UtopiA.I. diventa così non solo un romanzo, ma un dialogo aperto sul futuro. Un’opera che non pretende di dare risposte, ma che ha il coraggio di porre le domande giuste, quelle che ci accompagneranno mentre cerchiamo di capire quale posto vogliamo occupare in un mondo sempre più governato dagli algoritmi. Nell’incontro che abbiamo avuto è sempre rimasta con il sorriso e il suo linguaggio esprime il pensiero che ha riportato nel libro rendendolo più accogliente e facendo intuire che la lettura è adatta a tutti.
Concludo con una frase dell’autrice: “L’amore è l’unico virus che ASI non può controllare! Due cuori. Un punto cieco nel sistema. 2042, Utòpia il dolore non esiste.
ASI, un’intelligenza artificiale, ha cancellato ogni sofferenza per garantire la pace. Ma cosa resta di umano se non si può più scegliere chi amare? Margherita è l’errore nel sistema. L’amore un atto di terrorismo. Il cuore ha un battito che l’AI non può prevedere. Qualcosa va oltre l’overlay.”.


