18/04/2026
È questo il coraggio di essere donna?
Poesie Raccolte

È questo il coraggio di essere donna?

Lug 24, 2025

Quel labbro era divenuto viola,

per quanto forte era stata la stretta fra i denti,

quando quelle mani cominciarono a rivoltargli anche le budella;

sentiva il cuore battere all’impazzata inseguendo quel sangue che,

caldo di sverginità tingeva un marciapiede già tinto di nera follia…

era poco più di una bambina

Rimase a piangere  tutta la notte,

riversa sul quel quadrato di mondo,

senza una mano che la rialzasse,

senza che una carezza le sfiorasse il viso,

senza che una madre l’abbracciasse.

Aveva in quella notte, solo dolore,

tanto dolore al cuore,

alla pancia, alla testa…

e tremava.

Tremava  di vergogna e di paura,

quella paura che le aveva rivoltato le vene,

e che vomitavano adesso il suo sangue misto allo sperma di quel bastardo.

Adesso ne percepiva l’odore, acre, dolce

e tanto vomitevole che le agitava la bocca dell’anima.

Sentiva le tempie battere tanto forte,

e si rese conto che doveva alzarsi e andare via prima che scoppiassero

Ma dove andare?

Era arrivata da sola in quella terra,

era fuggita per non sentire più l’odore di morte che in quel suo mondo lontano si era sostituito all’odore del pane.

-sii forte tu, donna – le aveva gridato sua madre,

mentre uomini con sciabole e fucili la sottraevano al suo abbraccio.

Pensava adesso che era stata condannata dal suo dio a fuggire per sempre,

ma quella notte giurò a se stessa che mai più nessuno l’avrebbe oltraggiata,

nessuno avrebbe  potuto più farle male,

lo giurò alzando gli occhi al cielo con il pensiero a sua madre

e gridando a squarciagola il suo nome.

È questo il coraggio di essere donna?

Testa, cuore, pancia,

Tu porti con te il mistero della vita,

e forti saranno le tue braccia, per sostenerla quella vita,

e dolci saranno le tue labbra quando la sfioreranno.

Cercalo un amore che possa riscaldarti,

cercalo per sanare le tue ferite.

Cercalo donna,

trovalo, rimpastalo con il tuo sudore,

nutrilo con voglie represse e ancora tiepide di sangue,

gridagli in faccia  il tuo miracolo,

piena della tua forza.

Altera devi andare,

e devi scordarlo quel marciapiede.

Canta donna, canta la canzone dell’amore, quella della vita.

Poesia di Lorenza Di Liberto