11/06/2026
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Quando lo Spirito Santo aleggia su di noi

Mag 5, 2025

Nessuno avrebbe mai pensato, che Papa Francesco ci avrebbe abbandonato così presto.

La preghiera del popolo dei credenti in queste settimane, ha alimentato la speranza di una completa guarigione del Santo Padre, per poterlo godere ancora dell’altro tempo.

La sua Benedizione e la sua passeggiata in Piazza San Pietro nel giorno di Pasqua ci aveva nutrito la speranza, anche se eravamo coscienti che la ripresa sarebbe stata lenta. Questo era sembrato fosse il risultato dei tanti Rosari recitati dai fedeli riuniti nelle parrocchie e nelle case.

Il suo giro benedicente ci ha lasciato ben sperare che fosse stata esaudite le nostre preghiere.

Ma i disegni dell’Altissimo non sono quelli degli uomini.

Il 14 di febbraio quando si era recato di corsa al Gemelli abbiamo sperato che, anche se avesse avuto un lungo periodo di tribolazioni, alla fine saremmo tornati a ricevere la carezza del suo sorriso.

Ci siamo mobilitati tutti con la preghiera affinché tutto sarebbe potuto tornare come prima, anche se la sua età ci avrebbe di tanto in tanto fatto preoccupare; invece ci ha lasciati.

In questa settimana di tremendo lutto io ho maturato l’idea sui fatti accaduti o forse è una consolazione che mi sono voluto dare più ché una vera e propria idea.

Ve la esprimo come l’ho maturata, sperando che mi siate testimoni e non giudici.

Abbiamo tanto pregato affinché Sua Santità rimanesse a guidare la Chiesa Cattolica romana ancora per molto tempo, però ci è sembrato che Dio non avesse voluto accontentarci; ma riflettendoci bene questo non è vero: io penso invece che ci abbia voluto dare la gioia e la sorpresa, di averlo ancora in mezzo a noi, per darci la sua Benedizione dalla Loggia di San Pietro e poi ancora l’altra gioia di vederlo girare tra il colonnato del Bernini per l’ultima carezza al popolo di Dio.  Personalmente sono stato colto da un brivido di preoccupazione per la sua salute, dopo avergli sentito pronunciare la Benedizione con tanta fatica.

Riflettendoci, penso che il Padre Eterno ci ha dato la Gioia di farci trascorrere una Pasqua serena, e all’albeggiare del Giorno dell’Angelo abbia mandato, come alta scorta per condurlo in Paradiso, lo stesso Angelo che ci apprestavamo a festeggiare. Per questo prodigioso evento dovremmo essere felici, da Cristiani, per Sua Santità che non ci abbandonerà più e il suo Spirito ora ricongiunto col Padre e assiso tra la schiera dei beati goda la vista del Suo volto.  

Mi rivolgo a quanti hanno avuto la sensibilità e la commozione per il “Vento” che scompaginava l’Evangelario, non c’è nulla da interpretare in questa immagine, c’è solo da ricordare quello che, il 6 Giugno del 2024, nella Catechesi dell’Udienza Generale il Santo Padre Francesco, in un passaggio ha sottolineato: «Non a caso a Pentecoste lo Spirito Santo discese sugli Apostoli accompagnato dal fragore di un vento impetuoso (cfr. At 2,2). » Era come se lo Spirito Santo volesse mettere la sua firma a quello che stava accadendo.

E subito dopo dice nella stessa Catechesi: «…Il vento serve anzitutto per esprimere la potenza dello Spirito Santo. … infatti è “una forza travolgente, una forza indomabile, capace perfino di smuovere gli oceani”.»

E ricordando le parole usate da Gesù a tal proposito: “Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito” (Gv. 3,8).

Possiamo solo concludere che Dio si è manifestato ed era presente in quella piazza nel momento del commiato, e che lo Spirito Santo aleggiava in quel momento dandoci la certezza che il nostro amato Papa era al suo cospetto nella sua schiera dei Santi e che è pronto e vigile ad illuminare i padri che entreranno in Conclave. Solo allo Spirito Santo spetterà decidere il successore di Francesco e non alle nostre aspettative o simpatie fuori da quelli che potrebbero essere le tifoserie schierata e i gradimenti dei fedeli, quindi se fedeli dobbiamo esserselo fino in fondo e pregare affinché la Chiesa possa rinnovarsi nei tempi e si prepari al futuro, a noi non resta che accettare. Non dimenticando l’invito che ci dava Papa Francesco alla fine di ogni incontro: “Pregate per me”, e noi abbiamo l’onere di continuare a farlo per il nuovo Santo Padre che lo Spirito Santo sceglierà quando a Lui piacerà. Non dimentichiamo di fare contento Francesco continuando a pregare per la pace nel mondo, continuando a ringraziare Dio per il dono che ci ha fatto da quel “Buonasera” del 13 Marzo del 2013 e per l’ultima passeggiata per le vie di Roma del 26 Aprile 2025.