21/04/2026
Ali d’Angelo” di Massimo Benenato: un viaggio tra incontri e cambiamento
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Ali d’Angelo” di Massimo Benenato: un viaggio tra incontri e cambiamento

Feb 26, 2025

Ali d’Angelo di Massimo Benenato racconta la storia di Angelo Cherubino, un uomo di successo la cui vita viene improvvisamente sconvolta da un tradimento inaspettato. Devastato e senza una meta, lascia Roma e si allontana senza una direzione precisa, lasciandosi trasportare dal caso. Il destino lo conduce a Borgo Celeste, un piccolo hotel a conduzione familiare immerso nella campagna umbra, un luogo che, senza volerlo, diventerà il suo rifugio.

Qui incontra Dora, un’adolescente vivace e appassionata di musica, e Simona, sua madre e proprietaria dell’hotel, una donna forte ma segnata anch’essa da un recente abbandono. Il legame che nasce tra loro porta Angelo a confrontarsi con il proprio passato e a intraprendere un percorso di riscoperta personale, immergendosi in un intreccio di relazioni umane e sincere.

Oltre alla vicenda personale del protagonista, il romanzo esplora temi più ampi, come il tradimento, la famiglia, l’amore e il destino. Un elemento chiave della storia è il ciondolo con le ali d’angelo, un dono prezioso della madre di Angelo, che non solo rappresenta un simbolo di protezione e speranza, ma racchiude anche un mistero che si intreccia con l’identità del protagonista.

 Un racconto che si svela tra introspezione, dialoghi e prospettive diverse

In Ali d’Angelo Massimo Benenato  riesce a catturare le emozioni e i tormenti interiori dei personaggi grazie a una scrittura fluida e coinvolgente accompagnata da  un ritmo narrativo che alterna momenti di introspezione a dialoghi dinamici con punte di ironia, in cui sono inserite   scene cariche di tensione emotiva.

Uno degli aspetti  rilevanti del romanzo è la sua natura corale. La scelta di dare voce a più personaggi non solo arricchisce la narrazione, ma permette di esplorare le dinamiche relazionali sotto diverse angolazioni. La focalizzazione interna variabile consente al lettore di entrare nei pensieri e nei sentimenti di ciascun protagonista, rendendo la storia più sfaccettata e movimentata. Questa tecnica narrativa, infatti, amplifica l’impatto emotivo della storia: ciò che per uno dei personaggi può sembrare un momento marginale o insignificante, per un altro diventa un evento carico di significato.

In questo approccio, Ali d’Angelo richiama romanzi come Il dio delle piccole cose di Arundhati Roy, in cui la stessa vicenda viene raccontata attraverso punti di vista differenti, offrendo un’esperienza di lettura che si costruisce come un mosaico di emozioni, ricordi e percezioni soggettive. Così come Roy alterna le voci dei suoi protagonisti per rivelare le sfumature di una storia segnata dal destino e dalle scelte personali, Benenato costruisce un racconto in cui i tre personaggi principali, Angelo, Simona e Dora, vivono la stessa vicenda, ma ciascuno la filtra attraverso il proprio vissuto, le proprie emozioni e i propri pensieri e le proprie identità. L’alternarsi dei punti di vista permette al lettore di comprendere le  relazioni interpersonali che intercorrono fra i personaggi proiettando le loro sensazioni attraverso la propria prospettiva emotiva. Benenato, come Roy, riesce a comporre la storia gradualmente attraverso le voci dei protagonisti davanti agli occhi del lettore attraverso frammenti  distribuiti lungo il racconto.

A livello stilistico, Benenato si distingue per un linguaggio ricco e poetico, con descrizioni suggestive che rendono vividi i paesaggi e le atmosfere. Il paesaggio umbro diventa, quindi, un luogo quasi magico, un crocevia di destini in cui il protagonista trova conforto e nuove prospettive di vita.

Ed è con grande maestria che Massimo Benenato riesce a dare voce ai suoi personaggi, non solo attraverso la struttura narrativa corale, ma soprattutto grazie alla sua capacità di rendere i dialoghi incredibilmente vivi e realistici. Le conversazioni scorrono con naturalezza, quasi come se fossero tratte da una sceneggiatura cinematografica: battute rapide, scambi vivaci e una costruzione delle scene che sembra fatta apposta per essere vista oltre che letta.

Questa dinamicità dona un ritmo incalzante alla storia, bilanciando introspezione e azione, e immergendo il lettore in un universo narrativo che sembra prendere vita sotto i suoi occhi. I personaggi parlano in modo credibile, con sfumature che riflettono le loro diverse personalità e background. Ad esempio, Dora, con il suo linguaggio spontaneo e diretto, è un perfetto contraltare alla pacata profondità di Angelo. Simona, invece, si esprime con una compostezza che tradisce una forza costruita nel tempo, mentre Salvatore porta con sé l’eco delle tradizioni attraverso le sue colorite espressioni dialettali. Un altro personaggio che emerge con forza, pur non essendo sempre al centro della narrazione, è la madre di Angelo. La sua figura è fondamentale per comprendere le radici del protagonista: è lei ad avergli trasmesso un’alta visione etica della vita, una sensibilità che lo accompagna anche nei momenti più difficili. Il suo amore si manifesta in piccoli gesti, come nel ciondolo con le ali d’angelo: “E poi scusa, che Angelo saresti senza ali!”

“Il viaggio dell’eroe” attraverso diverse prospettive dell’universo femminile

La narrazione segue il percorso di crescita e rinascita tipico del “viaggio dell’eroe”. Partendo da un evento traumatico, Angelo intraprende un viaggio fisico e interiore che lo porterà a scoprire nuove verità su se stesso e sugli altri. Il tradimento iniziale rappresenta il punto di rottura: necessario innesco per il suo benefico cambiamento.

Il viaggio di Angelo è guidato dalle relazioni che stringe lungo il cammino, l’introduzione dei personaggi di Dora e Simona offre il punto di contrasto significativo per l’evoluzione della storia; il loro incontro con Angelo si configura come un tassello fondamentale nella sua rinascita emotiva: la prima, giovane ed entusiasta, rappresenta la vitalità e la speranza, mentre la seconda incarna la resilienza e la maturità di chi ha affrontato dolori più maturi.

Un altro aspetto del romanzo molto interessante è come Benenato abbia esplorato diverse sfaccettature della femminilità attraverso i personaggi di Simona, Teresa, Greta e Pamela

Simona, la donna sincera e disinteressata, quella che affronta la vita con onestà e dignità, nonostante le difficoltà e le ferite subite. È una madre forte, capace di proteggere sua figlia Dora senza mai smettere di lottare per se stessa. Attraverso il suo personaggio, Benenato tratteggia una figura femminile resiliente, che trova la sua forza nella semplicità e nella capacità di affrontare la realtà senza maschere.

All’opposto troviamo Teresa, la donna ambiziosa, attratta dal denaro e dal successo. Il suo tradimento nei confronti di Angelo non è solo un atto di infedeltà, ma rappresenta una scelta di vita: l’opportunismo che prevale sul sentimento. Teresa è il simbolo di un certo tipo di donna calcolatrice, pronta a sacrificare gli affetti pur di raggiungere i propri obiettivi.

Greta, invece, incarna la superficialità, il culto dell’apparenza che si impone sulla sostanza. È una donna che vede solo la bellezza, incapace di andare oltre le forme esteriori per comprendere il valore autentico delle persone. In un mondo sempre più ossessionato dall’immagine, il suo personaggio risulta estremamente attuale, una critica a una società che spesso misura il valore delle persone in base all’estetica piuttosto che alla profondità interiore.

Un personaggio particolarmente interessante è Pamela, l’amante di Fabio. Inizialmente, Pamela sembra incarnare il ruolo dell’antagonista perfetta: la giovane donna che porta via il marito a una moglie e il padre a una figlia, generando dolore e divisione. Tuttavia, Benenato evita la trappola del personaggio bidimensionale e regala a Pamela un’evoluzione sorprendente. Attraverso la malattia, Pamela trova il suo riscatto. La sofferenza diventa per lei un’occasione di crescita, un modo per comprendere il peso delle sue azioni e il valore autentico dei rapporti umani. Questa trasformazione la rende non  più solo l’”altra donna”, ma  una persona che affronta il proprio percorso di redenzione e presa di coscienza.

Conclusione

Ali d’Angelo ,dunque, racconta il viaggio di un uomo che, spinto da un evento spiacevole, si ritrova in un luogo inaspettato e costruisce nuove relazioni che lo portano a cambiare. Benenato alterna momenti di riflessione a dialoghi vivaci, rendendo la narrazione scorrevole e coinvolgente. Il lettore segue Angelo nel suo percorso, osservando come gli incontri e le esperienze possano trasformare la percezione di sé e del mondo. Un romanzo che invita a riflettere sulla forza delle connessioni umane e sulla possibilità di trovare nuove strade anche nei momenti di incertezza.

L’Autore

Massimo Benenato è nato a Palermo cinquantotto anni fa, figlio del grande Francesco Benenato, in arte Franco Franchi, ha ereditato da lui l’amore per l’arte in ogni sua forma e quell’ironia indispensabile per affrontare la vita. Dopo il diploma, si è dedicato alla chitarra classica, alla pittura e alla scultura; negli anni ha scoperto la passione per la scrittura, pubblicando nel 2009 il fantasy Geremia Fiore e il libro di Oberon, accolto con entusiasmo dai lettori. Da allora, non ha mai smesso di inventare nuove storie, fino all’incontro con Spazio Cultura Edizioni e alla pubblicazione di Sotto le stelle di Roma (2019), un’opera brillante e coinvolgente che gli ha regalato numerose soddisfazioni. Nello stesso anno, per Aulino Editore, ha presentato il racconto breve Funerale col morto, parte della collana Coup de foudre. Ora è il momento di far volare Ali d’Angelo, una storia romantica, intensa e appassionante, con la speranza che i lettori se ne innamorino perdutamente.

Ali d’Angelo; Massimo Benenato; Spazio Cultura Edizioni (2024) Pag 316

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