“La poesia è vita vera”: Paola Mattioli racconta la sua anima poetica
Paola Mattioli, poetessa romagnola dalla sensibilità intensa, ci accompagna in un viaggio attraverso la sua raccolta “Paola, io”. Tra femminicidio, guerra e nostalgia, la sua poesia si intreccia con le immagini di Giancarlo Donatini, creando un connubio unico di parole e visioni. Un dialogo sincero su temi universali, l’importanza dell’ascolto interiore e il potere della poesia di custodire memorie e tradizioni
- La sua raccolta poetica si muove con leggerezza tra temi profondi come il femminicidio e la guerra. Come affronta il passaggio emotivo tra argomenti così diversi ma intensi?
Il tema femminicidio e la guerra sono tematiche molto presenti al giorno d’oggi: il femminicidio è un tema delicato che spesso se ne parla ma poi finisce lì, perché ognuno cerca di scrollarselo, come un argomento che non fa parte della persona, ma la donna è la creatura più importante di questa generazione e bisogna rendersi conto di quanto diamo per scontato la sua presenza.
La guerra, altro tema scottante che viviamo costantemente, se pensiamo alla guerra in Ucraina e in più mi ha riportato alla memoria la vita di mia mamma Viera, un’eroina della seconda guerra mondiale, nell’aver salvato delle vite umane. Questi argomenti sono costantemente presenti in questa società e quindi vanno ricordati e mai dimenticati.
- “Paola, io” è un titolo molto personale. Cosa significa per lei mettere il suo nome in primo piano in una raccolta così intima?
Il titolo “Paola io”, mi rappresenta, Paola sono io fisicamente e io è la mia anima. Mettere il mio nome in primo piano ha un significato molto importante per me, è fondamentale, è un modo per far capire a chi mi ascolta, ai miei fan, a coloro che amano la poesia, l’importanza che è per me farmi conoscere. Lo dico sempre, che prima di comprare un libro, i miei libri in questo caso, è necessario conoscermi.
Paola attraverso il suo libro racconta i suoi sentimenti, la sua vita, quello che ha vissuto attraverso la poesia. Alcune poesie la rappresentano: i sentimenti, la vita, l’amore, ciò che per me è importante nella vita di tutti i giorni e che attraverso le fotografie in bianco e nero ho cercato di dare un senso a chi legge di vedere interpretare in modo non verbale le mie poesie.
- Lei è originaria della Romagna, una terra ricca di storia e tradizioni. Quanto della sua terra si riflette nella sua poesia e nelle emozioni che trasmette?
Dalla mia terra si riflette tutta la mia poesia che nasce dando valore ai sentimenti. Per l’importanza che la Romagna dona alla sua terra, i valori concreti dove i sentimenti, le sensazioni, i paesaggi fanno parte delle persone che lasciano il cuore.
Nella terra della Romagna nascono i frutti, i profumi e i colori e tutto questo ha influenzato moltissimo, non solo la mia vita ma anche la mia scrittura.
- Paola, la nostalgia e i valori antichi sembrano un filo conduttore della sua poetica. Pensa che la poesia possa essere un mezzo per preservare ciò che il tempo rischia di cancellare?
Sì, penso che la poesia sia un mezzo per poter mantenere i valori e le tradizioni. Già la poesia stessa è un valore che si studia a scuola attraverso i grandi classici come Leopardi, Foscolo. La poesia non morirà mai, la poesia fa parte di noi, nella poesia puoi trovare le soluzioni. La poesia illumina il cammino della tua vita. La poesia è vita vera.
- Il connubio tra parole e immagini nelle fotografie di Giancarlo Donatini è un elemento unico della sua raccolta. Crede che l’arte visiva aggiunga una dimensione ulteriore alla poesia?
Sì, ritengo che l’arte visiva aggiunga un tocco nuovo o anche diverso nella lettura della poesia, soprattutto per chi, come me, vuol far conoscere la mia persona attraverso la mia immagine. Il mio modo non verbale nel recitare una poesia può essere d’aiuto sia per chi ama la poesia e vuole approfondire sia per chi si vuole avvicinare alla poesia.
- Nella sua scrittura spazia tra generi diversi, come la poesia e il ricettario romagnolo. C’è un aspetto della scrittura che considera una costante, indipendentemente dal genere?
Sì, ritengo che nella mia scrittura ci sia una costante che è l’ascolto. Io seguo ciò che sento, io scrivo in trance, io sono la parte tecnica che esegue ciò che sente all’interno della pancia attraverso quello che la vita mi trasmette.
- Lei ha citato Alda Merini ed Emily Dickinson tra i suoi poeti preferiti. C’è una poesia o un verso di queste autrici che sente particolarmente vicino alla sua sensibilità?
Un verso in particolare che mi ha colpito di Alda Merini è sulla “poesia come una gruccia”. Quello che mi ha colpito delle poesie di Alda Merini in genere è stata la sua vita vissuta in sofferenza che ha trovato sempre attraverso la poesia una luce e poter diventare quella che è diventata.
Per quanto riguarda Emily Dickinson, il verso “l’anima sceglie la sua compagnia”. Le loro sensibilità e il loro sentire così unico e profondo mi ha portato ad amarle perché anch’io nel mio piccolo ho vissuto dei momenti particolari che però mi hanno portato ad apprezzare la vita e capire che ogni cosa avviene perché c’è un perché.
- Il mondo cambia rapidamente, ma la sua poesia sembra cercare un legame con ciò che è immutabile. Pensa che la poesia abbia il potere di fermare il tempo?
La poesia non ha tempo per me, infatti, se ricordiamo che è nata con i grandi poeti classici e ancora adesso se ne parla a scuola. Nel bene e nel male viene ricordata: la poesia ci sarà sempre ed è importante che ci sia, perché con lei la vita ha un sapore e un valore immenso.
- Qual è stato il momento più gratificante durante il processo di scrittura di “Paola, io”? E c’è stato un momento in cui ha sentito la difficoltà di mettere su carta emozioni così profonde?
Il momento più gratificante della mia scrittura è stata proprio mettere su carta queste poesie. Mentre scrivevo sembrava che non dovesse mai finire la mia scrittura, come un fiume in piena.
Non ho sentito difficoltà nel mettere su carta le poesie, piuttosto mettere a nudo le mie emozioni, andare in profondità e far conoscere alle persone chi è Paola, anche i lati nascosti della mia vita, scegliere le parole giuste che possano dare un significato, un senso.
- Se dovesse scegliere un tema universale che rappresenta la sua raccolta, quale sarebbe e perché?
Il tema universale sarebbe l’ascolto di sé stessi. Ascoltarsi senza giudizio, aprire il proprio cuore alle emozioni e non aver paura delle proprie sensazioni, perché è bello poter conoscere chi sei e accettarsi, perché ognuno è unico nel suo genere.



