La linea sottile del cuore: il filo invisibile che unisce due mondi
Nel suo ultimo romanzo, La linea sottile del cuore, Roberta Rotondi intreccia storie di cambiamento, incontro e rinascita. Un racconto ispirato a vite reali, che esplora temi di immigrazione, valori radicati e scelte di vita. Attraverso i protagonisti, due anime agli antipodi, l’autrice ci conduce in un viaggio emozionante, tra fragilità e resilienza, dimostrando che anche le differenze più grandi possono trovare una linea comune
- Roberta Rotondi, lei ne “La linea sottile del cuore” racconta l’incontro di due mondi opposti. Come è nata l’idea di affrontare il tema dell’immigrazione e delle origini in questa storia?
Ogni mio romanzo è basato su fatti realmente accaduti, perché è proprio da queste vicende reali che traggo ispirazione. Ho avuto occasione di ascoltare il racconto di un ragazzo egiziano in fuga dai disordini nel suo Paese e di comprendere quanto sia difficoltoso per queste persone sopravvivere. Da questo racconto reale ho creato il protagonista maschile. Da una cara amica, invece, ho colto il suggerimento di creare una protagonista femminile agli antipodi, che vive lontana dalle guerre, a cui non manca nulla, con un fidanzato avvocato, un buon posto di lavoro e un’eredità pesante che dovrà gestire con le sue sole forze. Saranno le difficoltà di entrambi a farli incontrare, creando tra i due personaggi così distanti e diversi, un punto d’incontro.
- Nel suo libro si parla di valori radicati e di cambiamenti radicali. Come crede che il lettore possa riconoscersi nei conflitti vissuti dai suoi personaggi?
Tutti noi ci ritroviamo, prima o poi, nel corso della vita, ad affrontare dei cambiamenti. Così come a ognuno di noi, che lo si voglia o meno, capita di ritrovarsi faccia a faccia con la realtà dell’immigrazione e farci i conti è ormai all’ordine del giorno. Alcuni lettori, quindi, si potranno riconoscere nella figura di Cristina, scostante, ambigua e spesso antipatica, per la sua avversione nei confronti degli stranieri. Potranno arrivare con lei al cambiamento che la legherà per sempre a un nuovo modo di pensare, di agire e di entrare in relazione con gli altri.
- La frase “E quando il passato busserà alle porte…” è particolarmente evocativa. Cosa rappresenta il passato per i protagonisti e per lei come autrice?
La nostra storia, le nostre radici, il nostro vissuto, condizionano tutta la nostra vita. Per i protagonisti è la voglia di riscatto, di ricominciare da zero, di lasciarsi alle spalle ciò che ha provocato dolore. È la volontà di ricostruire, di recuperare, di non lasciare andare. Il passato è uno specchio che riflette chi siamo e ci conduce verso cambiamenti significativi.
- L’eccellenza italiana e i suoi simboli ricorrono nel romanzo. Quanto della sua esperienza personale ha influenzato questa scelta narrativa?
Gran parte della storia si svolge in Liguria, precisamente in provincia di Imperia, una zona che conosco molto bene e che amo anche per i prodotti italiani che rappresentano un’eccellenza nel mondo. Credo in queste tradizioni, specie se portate avanti a livello familiare. Per questa ragione il mio romanzo si basa proprio su di una realtà come questa.
- Roberta, la sua passione per l’ecologia e la difesa degli animali emerge in vari aspetti della sua vita. Questa sensibilità ha influenzato la creazione di qualche personaggio o tema nei suoi libri?
Assolutamente sì e, nel caso di questo romanzo, la protagonista è vegana e descrive chiaramente la sua scelta. Ambientazioni e paesaggi sono descritti nel totale rispetto della natura e dell’amore che i coltivatori dedicano ad essa. Nelle descrizioni delle ambientazioni non mi risparmio mai, sperando di far arrivare al lettore la brezza, i profumi, la pace e l’armonia di alcuni luoghi.
- Il titolo del libro, “La linea sottile del cuore”, suggerisce fragilità ed equilibrio. Qual è la linea sottile che attraversa i sentimenti dei suoi protagonisti?
Ho pensato a una linea che unisce, come un filo. Un filo invisibile che collega due mondi. Se uniamo i punti di una linea è possibile disegnare un cuore, così come recita il sottotitolo: “disegnami intorno a te”. Il termine “sottile” sta anche per fragile, delicato, come il sentimento che coltivano i protagonisti. All’inizio molto incerto e vacillante, assume sempre più corpo e consistenza nel corso della storia fino a diventare indissolubile. Ma avrà potere sufficiente a unire due mondi? Oppure quella linea sottile è destinata a spezzarsi?
- Lei ha vissuto un’esperienza internazionale per poi tornare in Italia e aprire una scuola di danza. Quanto il suo viaggio personale si riflette nei suoi romanzi?
In ogni romanzo sono presenti tutte le mie esperienze. È proprio dai miei viaggi e da ciò che vivo ogni giorno che traggo spunto per far vivere i miei personaggi, per dare loro una collocazione veritiera, per renderli credibili e avvicinarli alla realtà in cui ogni lettore si possa riconoscere.
- Gestisce un centro che unisce movimento, alimentazione e filosofia di vita. Come riesce a conciliare queste attività con la scrittura?
È facile: il contatto diretto con le persone e il tipo di attività che si svolge nel mio centro, è una fonte diretta di idee ed esperienze differenti che convergono in un unico contenitore dove mi è possibile attingere per dare vita alle vicende narrate. Le mie giornate sono ben organizzate e scandite da tempistiche precise che mi danno la possibilità di dedicarmi in modo bilanciato a lavoro e scrittura.
- Lei afferma di non inventare le storie, ma di sviluppare l’anima dei personaggi che vengono a cercarla. Può raccontarci come questi personaggi prendono forma e come lei li ascolta?
In mille modi diversi. Alcuni soggetti, che diventeranno poi romanzi, mi si presentano in sogno, nel sub conscio dove, probabilmente, elaboro alcuni vissuti personali. Altri li realizzo osservando o vivendo in prima persona diverse situazioni in cui loro prendono forma. Una volta che i protagonisti hanno preso vita nella mia mente, si muovono, si parlano, mi parlano e porta con sé altri personaggi, creando il loro mondo. A quel punto non devo far altro che aprire il mio pc e descrivere a parole ciò che accade.



