18/04/2026
“Il Libro Rosso”: il viaggio di Giuseppe D’Arco nel mondo della resilienza e della scrittura”
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“Il Libro Rosso”: il viaggio di Giuseppe D’Arco nel mondo della resilienza e della scrittura”

Nov 15, 2024

Giuseppe D’Arco, commercialista con la passione per la scrittura e il teatro, ci racconta “Il libro rosso”, un romanzo che esplora la forza della resilienza e il potere della rinascita. In questa intervista, l’autore condivide il suo percorso creativo, il significato profondo dietro la sua opera, e la capacità di trasformare le sfide della vita in ispirazione per sé e per i lettori.

  • Giuseppe D’Arco, com’è nata l’idea di Il libro rosso e cosa l’ha spinta a raccontare la storia di Andrea Sassi?

Il Libro Rosso nasce dall’idea di trasmettere agli altri il messaggio che tutti possono superare le traversie che la vita ci pone davanti, anche a chi si trova, in momenti della propria esistenza, ad affrontare eventi devastanti e drammatici.

  • Il protagonista è un uomo segnato da lutti e tradimenti che affronta un percorso di rinascita. ti sei ispirato a esperienze personali o a persone che hai conosciuto nella vita reale?

Le vicende del protagonista sono drammaticamente uniche, fortunatamente non ho avuto nessuna esperienza personale ne’ tantomeno ho conosciuto persone nella vita che hanno affrontato tali disgrazie contemporaneamente.

  • La figura di Giovanni Paolo II appare nei sogni di Andrea. Qual è il significato di questa scelta? Che ruolo gioca il simbolismo religioso nella storia?

Qui gioca un ruolo fondamentale il proprio credo religioso. Nel mio caso io “credo” che ci sia un’entita’ superiore e  che ci mandi dei segni, solo che dovremmo essere capaci di “leggerli”.  Il libro ha avuto una gestazione lunga quasi 20 anni e nasce proprio nell’anno del decesso del papa, e siccome ebbe, a suo tempo, una cassa di risonanza enorme mi piaceva poterlo coinvolgere nel mio romanzo come “segnale da leggere”.

  • Cosa rappresentano per lei i sogni ricorrenti e inquietanti che Andrea vive nel romanzo? Vede  i sogni come un possibile strumento di guarigione o comprensione?-

Sono dei sogni a volte premonitori e a volte indispensabili strumenti di guarigione attraverso un percorso di consapevolezza e accettazione degli eventi.

  • Il romanzo affronta temi profondi come il dolore, la perdita e il senso della vita. qual è il messaggio di speranza che speri di trasmettere ai tuoi lettori?

La piena consapevolezza che ognuno, pur subendo lutti o drammi nella vita, può  trovare dentro di se la forza per rialzarsi e andare avanti. Puo’ sembrare una frase fatta e forse lo e’, ma dietro le persone che reagiscono alle sventure della vita, c’e’ una forza di volontà che deriva dal credere che si possono superare.

  • Giuseppe D’Arco, lei ha scelto di pubblicare questo romanzo dopo aver custodito i suoi appunti per molto tempo. cosa l’ha spinto a fare questo passo? C’è stato un momento particolare che l’ha fatta decidere di voler condividere questa storia con il mondo?

Domanda molto interessante, infatti tante volte aprivo il cassetto e rileggevo i miei appunti e mi dicevo di non avere tempo per scrivere. la risposta potrebbe avere molte facce ma ne scelgo una in particolare: una mattina in moto per una banalissima caduta col motorino quasi da fermo, cado con la testa nell’altra corsia e vedo le ruote di un auto a 5 cm. da me, mi sono chiesto allora,  “cosa sto aspettando? Sara’ un segno?”  Siamo solo di passaggio.

  • Come si concilia la sua attività di commercialista con la sua passione per la scrittura? Trova dei punti di contatto tra queste due dimensioni della sua vita?

E’ proprio il mio lavoro fatto di numeri, logica, razionalita’, ragionamenti, pura “aridita’” dell’anima, che puo’ aver generato dentro di me il desiderio di evadere sviluppando l’emisfero destro dopo che per tanti anni era stato inoperoso.

  • La sua carriera letteraria comprende anche riconoscimenti nella poesia. Cosa rappresenta per lei la poesia rispetto alla narrativa? Come queste due forme d’arte influenzano il suo stile e la tua scrittura?

Sono generi diversi frutto di pensieri diversi, la poesia e’ una riflessione che dura poche righe, la narrativa e’ un pensiero che si sviluppa in più riflessioni.

  • Il suo motto è “difficile? sì, finché non ci provi.” Quanto lo ha aiutato questo approccio durante la scrittura di Il libro rosso e il suo percorso verso la pubblicazione?.

Quanti di noi aprendo il cassetto scoviamo degli scritti dell’eta’ adolescenziale e sorridiamo. In fondo tutti siamo potenzialmente scrittori che subito si arrendono perche’ e’ difficile,  io ho solo avuto il “coraggio”  di provarci, la voglia di farlo conoscere e la disciplina per realizzarlo.

  • Nel suo romanzo parla del potere della resilienza e della possibilità di rinascere. quali sono stati, per lei, i momenti più difficili da superare come scrittore? E come li ha affrontati?

Ogni scrittore ha il blocco creativo e io non sono da meno, nel mio caso ancor di piu’,  in quanto la mia professione di commercialista mi assorbe, soprattutto in certi periodi, in maniera assoluta. Ma poi quando cominciavo a scrivere mi emozionavo e non era giusto che lo tenessi solo per me.

  • La passione per il teatro amatoriale è un altro aspetto interessante del tuo profilo artistico. Crede che il teatro abbia influenzato il modo in cui raccontare le storie? Ci sono elementi teatrali nella sua narrazione?

Se non sbaglio ho tirato fuori i miei appunti e cominciato a fare teatro nello stesso periodo: coincidenza? Non so, forse nasce tutto dal desiderio di mettersi in gioco e sentirsi vivo.

  • Cosa spera che i lettori di Il libro rosso portino con sé dopo aver concluso il libro?

Ho ricevuto messaggi da persone che mi hanno detto, dopo aver letto il libro di essere rimasti entusiasti tanto da chiedermi quando ne scriverò un altro. Bhe’ questa e’ una grande soddisfazione, ma lo e’ ancora piu’ grande sapere che qualcuno, leggendolo, possa trarre ispirazione  nella propria vita e averne benefici. Lidea che il messaggio contenuto nel libro possa restare nel tempo ed essere letto anche dopo anni mi affascina…magari tra 50 anni qualcuno lo leggera’ e ne trovera’ giovamento. Vi e’ qualcosa di piu’ gratificante di cio’?

  • Sta lavorando a nuovi progetti? Ha già in mente altre storie o temi che vorrebbe esplorare nel futuro?

Si, sto lavorando ad un altro libro che ha punti di contatto con questo primo romanzo. Ho anche scritto un racconto breve toccando temi di quotidianeità  legata al calcio in maniera ironica.  Non nascondo che potrebbe anche essere interessante esplorare questo argomento in maniera leggera.

Grazie Giuseppe D’Arco per essere stato con noi e la aspettiamo per la sua prossima avventura letteraria.

Grazie a voi.