18/04/2026
Studenti e Operatori di giustizia abbracciano il tribunale di Palermo per commemorare Falcone, Morvillo e i ragazzi della scorta
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Studenti e Operatori di giustizia abbracciano il tribunale di Palermo per commemorare Falcone, Morvillo e i ragazzi della scorta

Mag 23, 2024

Questa mattina, cinquemila studenti si sono riuniti davanti al Palazzo di Giustizia di Palermo per commemorare le vittime della strage di Capaci, provenienti da 56 scuole siciliane appartenenti alla Rete per la cultura antimafia, la scuola capofila è stata la Giuliana Saladino di Palermo. I giovani hanno partecipato a rappresentazioni teatrali, letture di poesie e performance musicali in piazza Vittorio Emanuele Orlando. In un abbraccio non solamente simbolico hanno circondato le mura del Tribunale di Palermo. Presente anche don Luigi Ciotti, fondatore di Libera. Nella Piazza della Memoria, si è svolta una cerimonia commemorativa con la partecipazione del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo. Antonello Cracolici, Presidente della commissione Antimafia dell’Ars, ha dichiarato che, nonostante la mafia abbia lanciato una sfida allo Stato uccidendo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, da quel giorno è iniziato un movimento di riscatto che ha coinvolto l’intera società civile, dimostrando che la mafia non ha vinto, anche se c’è ancora molto da fare per consolidare l’antimafia sociale nei territori.  “Il metodo Falcone non è solo seguire i soldi, ma è guardare a un uomo che ha avuto un profilo di stato altissimo che gli ha consentito di parlare con i mafiosi, ma anche con gli statisti con quella autorevolezza che lo contraddistingueva.  ̶̶̶̶̶   questa la dichiarazione del procuratore di Palermo Maurizio De Lucia  ̶   Noi continuiamo comunque su quella strada”.

La giornate è partita alle ore 10.30  con una  diretta Rai, dal palco allestito nel parco del Museo del presente, la cerimonia di presentazione è avvenuta alla presenza delle  istituzioni, tra i quali il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il sindaco Roberto Lagalla, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, la presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Chiara Colosimo e Louis J. Freeh, già direttore generale dell’Fbi e amico di Giovanni Falcone.

 Dalle ore 17 alle ore 17.58 avrà luogo la tradizionale commemorazione civile con il minuto di silenzio all’Albero Falcone, in via Notarbartolo, divenuto simbolo di aggregazione dal momento in cui avvenne la strage di Capaci del ’92,  mentre in forma riservata, alle ore 19 sarà celebrata la messa nella basilica di San Domenico in suffragio alle vittime.

In serata si prosegue al Teatro Massimo, alle 20.30, andrà in scena il concerto spettacolo The Divine Comedy, diretto da Michele De Luca, sul podio della Symphonic Band della Massimo Youth Orchestra, con la Cantoria del Teatro diretta da Giuseppe Ricotta e la Compagnia teatrale Volti dal Kaos, per la regia e la drammaturgia di Gianpaolo Bellanca e Myriam Leone dove si accostano  attraverso musica e teatro  i versi di Dante con l’esperienza professionale e umana del giudice Falcone.

Di seguito il messaggio integrale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella  “L’attentato di Capaci fu un attacco che la mafia volle scientemente portare alla democrazia italiana. Una strategia criminale, che dopo poche settimane replicò il medesimo, disumano, orrore in via D’Amelio. Ferma fu la reazione delle Istituzioni e del popolo italiano. Ne scaturì una mobilitazione delle coscienze. La lezione di vita di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino divenne parte della migliore etica della Repubblica. A trentadue anni da quel tragico 23 maggio è doveroso ricordare anzitutto il sacrificio di chi venne barbaramente ucciso: Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani. Insieme a loro ricordiamo Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina. Testimoni di legalità, il cui nome resta segnato con caratteri indelebili nella nostra storia. I loro nomi sono affermazione di impegno per una vittoria definitiva sul cancro mafioso e il pensiero commosso va ai loro familiari che ne custodiscono memoria ed eredità morale. Come sostenevano Falcone e Borsellino, la Repubblica ha dimostrato che la mafia può essere sconfitta e che è destinata a finire – continua il messaggio -. L’impegno nel combatterla non viene mai meno. I tentativi di inquinamento della società civile, le intimidazioni nei confronti degli operatori economici, sono sempre in agguato. La Giornata della legalità che si celebra vuole essere il segno di una responsabilità comune. È necessario tenere alta la vigilanza. Gli anticorpi istituzionali, la mobilitazione sociale per impedire che le organizzazioni mafiose trovino sponde in aree grigie e compiacenti, non possono essere indeboliti. L’eredità di Falcone e Borsellino è un patrimonio vivo che appartiene all’intera comunità nazionale. Portare avanti la loro opera vuol dire lavorare per una società migliore