20/04/2026

Monologo (femminile)

La prima volta che l’ho visto, passeggiavo con una mia amica.

Lui era, con altri ragazzi, vicino al muretto, quello tutto rotto, va’ come diciamo noi a Palermo: u muricieddu sdirrubbato.

Da quel giorno in poi me lo trovavo, ovunque andassi, sempre in mezzo ai piedi.

In cuor mio speravo di conoscerlo meglio.

Quado mi guardava, con quegli occhi neri come il carbone, mi sentivo il sangue rimescolare nelle vene, il cuore mi sbatteva forte e la pressione mi si alzava.

Una mia amica, quando lo incontravamo, mi diceva:

talè che booono! – aggiungeva ammiccando- U sa’ ca talia a tia?”.

Ed io facendo l’indifferente rispondevo: “Se a mia talia!”.

Una mattina, quando ero a ricreazione, mi arriva un messaggio da un numero sconosciuto. Speravo fosse lui…

Provai gioia quando scoprii che era lui. Mi chiese il nome…, dov’ero… che facessi… Abbiamo cominciato a messaggiare.

Era gentile, educato, e scriveva paroline dolci come il miele. Mi piaceva quello che mi diceva e … mi sentivo una principessina …

La mia amica mi disse: hai gli occhi luminosi non devi dirmi niente?

La guardai sorrisi e non parlai… lei allora aggiunse: se è per il bono… mi pari troppu granni pi tia.

Intanto dopo poco più di una settimana mi trovai innamorata di quel ragazzo con gli occhi neri che sapeva scrivere paroline dolci.

Così ci siamo fidanzati!

Capii che mi ero veramente innamorata, lui lo capì.

Intanto diventò un po’ freddo, distaccato, come se avesse perso l’interesse che aveva avuto per me.

Tanto che pensai che mi stesse prendendo in giro cioè “mi stava  babbiando”.

Poi dopo qualche mese lentamente mi accorsi che lui si era innamorato, ma innamorato pazzo di me…

È passato quasi un anno dal nostro primo bacio, dietro la palestra della mia scuola… in questo periodo ci siamo lasciati e ripresi insieme tante volte…

Lui cominciò a cambiare, diventava ogni giorno più possessivo, e sempre più geloso…

Insomma quasi insopportabile… Io comunque ero innamorata e giustificavo questi suoi atteggiamenti possessivi.

Poi mi comandò di non dare confidenza ai miei amici…

Mi comandò di chattare solo con lui.

Mi comandò di non uscire più con nessuna delle mie amiche, perché lui le riteneva poco di buono.

Poi mi comanda di vestirmi come piaceva a lui.

Certe volte dovevo cambiare d’abito tre quattro volte prima di uscire dicendo che sembravo … si sembravo una poco di buono.

Mi mortificava.

Mi comanda e… poi mi comanda… e poi mi comanda ancora…

Questa cosa non mi piaceva più…

Mi sentivo come in una gabbia dorata, ma pesante da sopportare.

Non ero più felice come all’inizio.

Cercavo la forza di lasciarlo definitivamente…

Poi ho avuto paura che lui facesse del male alle persone a me care…

Una sera, in una delle tante volte che eravamo lasciati, per gelosia, stava picchiando un mio amico, un ragazzo che conosco da quando eravamo piccoli che per me è un vero amico, anzi è proprio un fratello, siamo cresciuti insieme e ci confidiamo tutto.

E quando gli dissi che questo suo atteggiamento con il mio amico non mi piaceva mi disse: il tuo “fidanzato” sono io e sopporto tutti questi tuoi amici, specialmente maschi.

Gli dissi mentre si allontanava: a me piacciono.

Tornò indietro e mi assestò un ceffone che mi fece scuotere la testa, e ronzare l’orecchio sinistro.

Quando arrivai a casa mi accorsi, dopo mezz’ora, che ero portata l’impronta, della sua mano destra, sul viso.

Questo stato di cose non lo sopporto più, sto male, anzi tanto male.

Lo devo lasciare definitivamente.

Non mi importa più nulla di lui, quando non ci vediamo ora non soffro più.

Quel sentimento forte che provavo non lo provo più.

In questo anno ho capito una cosa… lui non mi ama come lo amo io.

Penso che l’amore, sia un sentimento bellissimo e debba dare felicità.

Un uomo che ci comanda non ci vuole bene, non ci ama,

Vuole solo comandarvi e basta… come una “cosa” proprietà.

Si! Una “cosa” come un pantalone, un telefonino, un paio di scarpe… cose da usare e basta. Cose belle esclusivamente sue.

Allora care ragazze, vi dico che un uomo così lo dovete lasciare.

Perché con uno “così”, sarete per sempre infelici e quando vi ribellerete non consentendogli di essere di proprietà loro, allora potreste rischiate la vita e fare una brutta fine.

Ora che sono lontana dalla mia città, dai miei amici e nessuno sa dove mi trovo… soffro lo stesso e spero che un giorno potrò tornare a vivere…

Tornare a vivere senza padroni che parlano d’amore e nutrono l’odio attraverso il possesso.

Questa storia è ispirata ad un fatto realmente accaduto ad una ragazza che ha vissuto questa tremenda storia. Si è salvata dopo l’incontro con una giovane carabiniera che l’ha aiutata a prendere la decisione di allontanarsi da casa.

Ora Sofia frequenta l’università in una città lontano dalla sua, prenderà una laurea in giurisprudenza e spera di potersi occuparsi di minori e donne.