Andrea Camilleri: il maestro che ha dato voce alla Sicilia e all’Italia intera
Articolo di Milena Bonvissuto
Il 17 luglio segna la scomparsa di Andrea Camilleri, avvenuta nel 2019, ma il suo spirito narrativo continua a vivere tra le pagine dei suoi romanzi e nei vicoli immaginari di Vigàta. Scrittore, regista, sceneggiatore e padre del celebre Commissario Montalbano, Camilleri ha saputo trasformare il dialetto siciliano in una lingua letteraria universale, capace di raccontare l’anima di un popolo con ironia, profondità e umanità.
Nel 2025, in occasione del centenario della sua nascita, l’Italia e il mondo lo celebrano con eventi, spettacoli, convegni e pubblicazioni che ne ripercorrono l’eredità culturale. Da Roma a New York, da Palermo a Oslo, il nome di Camilleri risuona come quello di un autore che ha saputo unire generazioni, reinventare la lingua e dare dignità letteraria alla quotidianità siciliana.
Camilleri non è stato solo un narratore: è stato un costruttore di memoria, un artigiano della parola, un uomo che ha saputo guardare il mondo con occhi lucidi e cuore aperto. La sua voce, roca e inconfondibile, continua a raccontarci chi siamo e chi potremmo essere.
Due frasi celebri di Andrea Camilleri
“Le parole che dicono la verità hanno una vibrazione diversa da tutte le altre.”
“Non basta leggere, bisognerebbe anche capire. Ma capire è un lusso che non tutti possono permettersi.”
E se per caso passate da Agrigento andate a visitare la piazzetta dove trovate la statua o a Portoempedocle a vedere il murales!.
E ricordate sempre il suo presentarsi nelle vesti del suo protagonista Montalbano:
“Montalbanu sugnu”.



