Eleonora Duse: il progetto “Undulna” celebra il centenario della “Divina”
Il progetto “Undulna” celebra il centenario della morte di Eleonora Duse e il suo rapporto con la letteratura. Ideato e diretto da Pierfranco Bruni, presidente del Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi e della Commissione MIC per la Capitale Italiana del Libro 2024, il progetto si focalizza sulle connessioni tra Duse e Gabriele D’Annunzio. Il nome del progetto,” Undulna”, deriva da una poesia di Gabriele D’Annunzio e intende mettere in luce la relazione artistica e personale tra Eleonora Duse e D’Annunzio. A partire dalla poetica dannunziana del 1903 e dalla visione onirica e delle risonanze di “Notturno,” il progetto segue un percorso amoroso e tragico ispirato dal romanzo “Il fuoco.”
Eleonora Duse
È una figura chiave negli ultimi 30 anni della produzione letteraria di D’Annunzio. Nacque il 3 ottobre 1858 a Vigevano, in una stanza dell’albergo Cannon d’Oro, da una famiglia di artisti girovaghi, Vincenzo Duse, originario di Chioggia, e AngelicaCappelletto.

Calcate le scene già in tenera età accanto ai genitori, diede prova di talento nel 1873 interpretando all’Arena di Verona il ruolo di Giulietta. Fece poi parte di varie compagnie, fino a formarne una con la famosa Giacinta Pezzana con la quale nel 1877 a Napoli mise in scena con successo il dramma di Emile Zola Teresa Raquin. Dal 1880 al 1887 recitò con la Compagnia Città di Torino di Cesare Rossi, interpretando i personaggi di Dumas quali La principessa di Bagdad, La signora delle Camelie, Visita di nozze e Moglie di Claudio divenuti dei trionfi per l’attrice. Separatasi ben presto dal marito, l’attore Tebaldo Marchetti (in arte Tebaldo Checchi), dal quale ebbe nel 1882 la figlia Enrichetta, tra il 1885 e il 1904 visse due grandi passioni che ebbero importanti riflessi anche nella sua vita artistica: Arrigo Boito, poeta e librettista di Verdi, e Gabriele d’Annunzio che sostanzialmente iniziò proprio con Eleonora Duse la sua produzione teatrale. Di d’Annunzio sono i drammi Sogno di un mattino di primavera, Gioconda, Gloria, La città morta, Francesca da Rimini che l’attrice interpretò seppure con alterna fortuna specie nei primi tempi. Nel 1909, a 51 anni, lasciò temporaneamente le scene, ma ciò non le impedì di lavorare al suo unico film, Cenere, tratto dall’omonimo romanzo di Grazia Deledda, che uscì nel 1917. Nel 1921 rientrò proponendo il suo nuovo repertorio caratterizzato soprattutto da pezzi di Ibsen e d’Annunzio (La donna del mare, La città morta, Spettri) ma anche di Marco Praga (La porta chiusa) e di Tommaso Gallarati Scotti (Così sia).
Nel 1923, pure malferma di salute, iniziò una nuova tournée negli Stati Uniti; si spense a Pittsburg il 21 aprile del 1924».
Il progetto, ideato dal Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi, sarà guidato da Pierfranco Bruni e includerà seminari e una pubblicazione per il centenario di Duse, che analizzerà gli aspetti letterari del dusismo tra il XIX e il XX secolo, nonché i suoi legami con Grazia Deledda, Matilde Serao e i testi di D’Annunzio.
Pierfranco Bruni ha sottolineato l’importanza di Eleonora Duse nella letteratura, nel teatro e nel cinema, in particolare con il suo unico film tratto dal romanzo di Grazia Deledda, “Cenere.” Questo lavoro rappresenta una significativa connessione tra teatro e cinema, passando dal muto alla parola dei personaggi.
Nel nuovo film di Pietro Marcello dal titolo “Duse”, in corsa forse per la prossima Mostra di Venezia, sarà l’attrice Valeria Bruni Tedeschi a interpretare Eleonora Duse facendoci rivivere il fascino del mito della “Divina”, modello di attrice contemporanea, regina del teatro moderno applaudita in tutto il mondo.



