Casa Artusi protagonista speciale alla Biblioteca Apostolica Vaticana per la mostra “AQVA”
un prestito dell’edizione originale del 1911 dell’Artusi e alcune lettere provenienti dall’archivio epistolare entrano nel percorso della grande esposizione dedicata all’acqua, alla memoria e alla cultura gastronomicasottotitolo al comunicato stampa cheb è un po’ più lungo
Forlimpopoli (6/10/26): Anche Casa Artusi è presente con alcuni documenti del patrimonio artusiano nella mostra “AQVA”, allestita alla Biblioteca Apostolica Vaticana e aperta al pubblico dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027.

La collaborazione si concretizza nel prestito di un manuale originale del 1911 de La Scienza in Cucina e l’Arte di Mangiar bene di Pellegrino Artusi, della collezione privata Vittorio Maltoni, e di una selezione di lettere del Fondo Pellegrino Artusi, Archivio Comune di Forlimpopoli depositato presso la Biblioteca in Casa Artusi.
Documenti che entrano così in uno dei luoghi di conservazione e studio più prestigiosi al mondo, contribuendo al racconto costruito dalla Biblioteca Apostolica Vaticana intorno al rapporto fra acqua, conoscenza, memoria e cultura gastronomica.
“AQVA” è il primo capitolo di “Catastrofe e Meraviglia”, il nuovo ciclo espositivo quinquennale della Biblioteca Apostolica Vaticana. La mostra indaga l’acqua nella sua duplice natura di elemento generatore di vita e, allo stesso tempo, forza potenzialmente distruttrice, facendo dialogare il patrimonio storico della Biblioteca con i linguaggi della contemporaneità.
Particolarmente significativo, in questo contesto, è lo spazio riservato alla storia della cultura alimentare e gastronomica. Cuore scientifico e simbolico dell’esposizione è l’Aquatilium animalium historia di Ippolito Salviani, pubblicato nel 1557, monumentale trattato dedicato ai pesci che riunisce sapere scientifico, arte dell’incisione e cultura gastronomica.
Il percorso propone inoltre un vero e proprio viaggio nella storia della cucina attraverso ricettari provenienti da diversi continenti, dall’Europa alla Cina, dal Sud America alla Russia e al Giappone, accomunati dal tema della cucina di pesce. Fra le opere di particolare rilievo figura uno dei due più antichi manoscritti del De re coquinaria di Apicio e un raro ricettario cinese di età Song in un’edizione della fine del Quattrocento.
È all’interno di questo racconto che si inserisce la presenza di Pellegrino Artusi, attraverso i documenti messi a disposizione da Casa Artusi e della collaborazione costante con la famiglia Maltoni di Forlimpopoli. La Biblioteca Apostolica Vaticana – che già custodisce in collezione i primi due libri di Artusi, la prima edizione e la sesta della guida – ha scelto infatti Artusi come punto di riferimento della storia e dell’identità gastronomica italiana e a lui è dedicata un’importante sezione dell’esposizione.
Il dialogo fra cucina, acqua e memoria attraversa anche l’intervento dello chef Fulvio Pierangelini, uno dei tre protagonisti contemporanei della mostra insieme all’artista JR e al tipografo Bill Moran. Pierangelini ha realizzato sei racconti gastronomici originali, dedicati al rapporto fra materia prima, cucina e memoria.
“Una collaborazione che rappresenta per noi un grande motivo di orgoglio – commenta Andrea Segrè, Presidente di Casa Artusi –. La presenza di Artusi all’interno della Biblioteca Apostolica Vaticana insieme ai grandi manoscritti e ricettari del mondo dice qualcosa di profondo sul valore universale della cucina italiana. Siamo grati alla Biblioteca Apostolica Vaticana per aver scelto di raccontare la profonda connessione tra il ricettario dell’Artusi e la costruzione dell’identità nazionale.”
La mostra è curata da don Giacomo Cardinali, Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio ed è realizzata in collaborazione istituzionale con Fondazione Roma, con il sostegno di Intesa Sanpaolo.
“AQVA” sarà visitabile alla Biblioteca Apostolica Vaticana fino al 14 maggio 2027, il venerdì e il sabato secondo il calendario e le modalità di visita previste dalla Biblioteca.


