Tiriamo le somme del SalTo

La XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino si è chiusa con numeri straordinari: 254.000 visitatrici e visitatori hanno attraversato gli oltre mille spazi espositivi, partecipando a incontri, laboratori e presentazioni in un clima di entusiasmo e condivisione, sfidando anche il giorno dello sciopero dei mezzi di trasporto. Un’edizione che ha visto protagonisti soprattutto i giovani, con 34.500 presenze scolastiche e un incremento del 25% rispetto all’anno precedente, confermando il Salone come una delle più importanti manifestazioni culturali europee, notizie apprese dall’ufficio stampa del Salone . Essere parte di questa macchina sia come operatrice che come autore mi ha dato la possibilità di conoscere altre realtà ed ad alcune di loro ho fatto delle domande, aggiungendo anche la rappresentante del social più gettonato che ha creato le figure degli influencer .
Tra le voci raccolte durante la fiera emerge quella di Sylvia Carol, General Director, che sottolinea una criticità organizzativa ricorrente: «La posizione degli stand dovrebbe garantire a tutti lo stesso flusso di persone. Invece c’erano zone dove non passava quasi nessuno». Una riflessione che richiama l’esigenza di una distribuzione più equa degli spazi, soprattutto per gli espositori più piccoli o emergenti, che spesso faticano a ottenere la visibilità necessaria.

Sul fronte dell’impegno richiesto alle case editrici, Elita Di Girolamo di Atile Edizione racconta la complessità del lavoro dietro le quinte: «Impegnarsi su tre fronti diversi non è semplice. I costi sono un po’ alti, ma vedere gli autori soddisfatti e felici delle loro opere mi rincuora. Ho messo in campo operatori in presenza e anche attività online per chi non poteva venire. È uno sforzo enorme, ora è tempo di fare i conti». Le sue parole restituiscono la realtà di molte piccole e medie realtà editoriali, che investono risorse significative per essere presenti in un evento di tale portata .
Jasmine Gechele, alias jas.carta, osserva invece le tendenze editoriali emerse durante la manifestazione. L’introduzione del reparto dedicato al self publishing è stata per lei una piacevole novità, anche se non priva di limiti: «Gli autori self avrebbero meritato maggiore visibilità. Erano in tavolini molto piccoli e lo stand era in fondo, difficile da trovare». Un altro fenomeno evidente è stato l’aumento delle edizioni speciali, dei libri con sprayed edges e dei gadget esclusivi: «Io stessa ho scelto di comprare solo edizioni limitate o libri con gadget disponibili solo in fiera». Una tendenza che conferma come il libro sia sempre più percepito anche come oggetto estetico e da collezione.
Per quanto riguarda il pubblico, Jasmine racconta un’esperienza ricca e variegata: «Ho trovato persone di tutte le età: adulti, ragazzi e molti bambini. La sezione dedicata ai più piccoli è stata una bellissima scoperta. Dimostra che la letteratura non è morta, ma si sta rinnovando e coinvolge le nuove generazioni». Il clima di scambio e dialogo è stato uno degli aspetti più apprezzati: «È stato bellissimo vedere persone che parlavano, si confrontavano, si scambiavano idee. Uno spettacolo».

Gli eventi, numerosissimi e diversificati, hanno registrato un’ottima partecipazione. Molti sono andati sold out, ma nessuno è stato abbandonato: «Tutti gli eventi sono stati apprezzati, alcuni più di altri, ma nessuno è rimasto vuoto», racconta ancora Jasmine.
Il Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 si conferma così un appuntamento imprescindibile per il mondo editoriale, capace di mettere in luce criticità da affrontare ma anche nuove energie, tendenze emergenti e un pubblico sempre più coinvolto. Le testimonianze raccolte raccontano un settore in movimento, che guarda al futuro con entusiasmo e con la consapevolezza di far parte di una comunità viva, appassionata e in continua evoluzione.
E se volete anche una mia riflessione un evento così importante dovrebbe avere una connessione internet e dare la possibilità ai giornalisti ai booktoker e agli operatori di potersi collegare senza difficoltà e magari abbassare i prezzi delle vivande, del resto il SalTo resta il luogo dove i sogni di un autore diventano realtà.