“Il Terzo Posto”: Il Nuovo Libro di Diego Galdino in Anteprima per San Valentino
A cura di Ilaria Solazzo
Diego Galdino, uno degli scrittori più amati della letteratura romantica contemporanea, torna a incantare i suoi lettori con una nuova, emozionante storia d’amore. Il suo attesissimo romanzo, Il Terzo Posto, sarà disponibile in anteprima esclusiva per San Valentino sul sito della Bertoni Editore, la sua casa editrice.
Galdino, conosciuto per le sue storie che esplorano l’anima e i sentimenti più profondi dei suoi protagonisti, ha scelto una data simbolica come il 14 febbraio per dare ai suoi lettori una prima occasione di scoprire il suo nuovo lavoro. Questo romanzo, che promette di toccare corde delicate e sentimentali, ruota attorno alla tematica della ricerca dell’amore e della felicità in un mondo che spesso sembra non offrire risposte semplici.

La decisione di lanciare il libro in anteprima per San Valentino non è casuale. Il 14 febbraio, la giornata dedicata agli innamorati, è il momento perfetto per far scoprire una storia che promette di essere tanto intensa quanto romantica. Ma Il Terzo Posto non sarà solo una lettura per chi crede nell’amore perfetto. Galdino, con la sua scrittura sincera e profonda, ci invita a riflettere su quanto l’amore possa manifestarsi in modi diversi e su quanto sia importante accettare ogni fase del proprio percorso sentimentale.
Un amore che non ha fretta di arrivare, ma che sa riconoscere i momenti giusti per crescere e sbocciare. Il Terzo Posto è una lettura che, come i precedenti lavori di Galdino, non deluderà sicuramente i suoi fan e sarà in grado di conquistare anche nuovi lettori.
L’anteprima esclusiva sarà disponibile per un periodo limitato solo sul sito della Bertoni Editore, dando così ai lettori la possibilità di acquistarlo in anticipo rispetto alla pubblicazione ufficiale. Un’occasione imperdibile per chi vuole scoprire in anteprima le nuove pagine di un autore che, con il suo stile unico, è riuscito a costruire un rapporto speciale con i suoi lettori. Un legame che non si ferma alla semplice lettura dei suoi libri, ma che si traduce anche in un’interazione diretta, dove Galdino non è solo l’autore, ma anche un interlocutore affettuoso e disponibile.
Con questo nuovo romanzo, Diego Galdino dimostra ancora una volta la sua abilità nel raccontare l’amore nelle sue varie sfaccettature, dalle sue forme più semplici e pure a quelle più complicate e intense. Ma, soprattutto, Il Terzo Posto ci ricorda che ogni storia d’amore ha il suo tempo, e che nessuna passione è mai troppo presto o troppo tardi per essere vissuta.
Un’occasione unica per entrare nel mondo dell’autore e conoscere meglio l’uomo dietro le storie che fanno battere il cuore.

- Diego, sei uno scrittore molto amato, con una fanbase che ti segue con grande affetto da ogni angolo del mondo. Come ti senti quando ricevi messaggi dai tuoi lettori?
Ti dirò, mi sento sempre onorato quando i lettori mi scrivono. È bello sapere che le tue parole hanno toccato qualcuno, che le tue storie riescono a far sognare. Tuttavia, alcune richieste sono davvero bizzarre! Mi è capitato, ad esempio, di ricevere delle email in cui mi chiedevano di scrivere un finale diverso per i miei libri, come se io avessi il potere di riscrivere la realtà. Una volta una lettrice mi ha scritto dicendo che avrebbe voluto essere la protagonista di uno dei miei romanzi, al punto da chiedermi di cambiarle il nome nel libro… Incredibile, ma vero!
- In questo 2026 a chi vuoi dedicare un pensiero speciale?
Ai miei genitori. Li ho amati e sempre lo farò. Grato a loro ed alla vita per ogni giorno pieno di Luce.
- Diego, il tuo nome è ormai indissolubilmente legato alla letteratura romantica, ma oggi vorrei parlare di te come uomo, al di là dei libri. Partiamo dalla tua città, Roma. Cosa rappresenta per te oggi?
Roma è tutto per me. È la città che mi ha visto crescere, quella che mi ha dato la possibilità di conoscere la vita in tutte le sue sfaccettature. Quando scrivo, spesso lo faccio con il rumore della città in sottofondo: il traffico, le voci, i passi. È un’inspirazione che non finisce mai. Roma è la mia musa, è una città che riesce a essere romantica e rustica allo stesso tempo, con una storia che ti avvolge e ti fa sentire parte di qualcosa di più grande. Non c’è posto al mondo che possa sostituirla per me.
- Parli spesso di emozioni forti e legami profondi nei tuoi libri. Qual è il tuo rapporto con la famiglia, in particolare con le tue figlie?
Le mie figlie sono la mia ragione di vita. Sono loro che mi fanno vedere il mondo con occhi nuovi, che mi insegnano ogni giorno cosa significa amare in modo incondizionato. Mi hanno cambiato, senza dubbio, in meglio. Quando guardo loro, capisco che l’amore più grande non ha bisogno di parole, ma di gesti. Sono due donne meravigliose e sono la mia forza, la mia ispirazione. Ogni giorno con loro è un dono, e anche se il lavoro e la vita mi portano a essere spesso indaffarato, sapere che ci sono loro mi dà un senso di completezza che non trovo altrove.
- In molti ti conoscono come scrittore, ma tu hai anche un altro lavoro che ti sta molto a cuore. Lavori in un bar. Come riesci a conciliare tutto, tra scrittura e attività quotidiana?
Il bar è stato ed è una parte fondamentale della mia vita, mio padre ne aveva uno proprio nella capitale. Non è solo un lavoro, è un modo per connettersi con le persone, per ascoltarle. In un bar, ogni giorno è diverso, ogni incontro è una piccola storia che si intreccia con la mia. Sono cresciuto con questa realtà, e in qualche modo mi permette di stare a contatto con la vita reale, quella fatta di persone, di emozioni, di piccole cose quotidiane. Ogni tazza di caffè servita è un’opportunità per sentire una storia, per respirare un po’ di vita che poi mi ritrovo a trasformare in parole. È un equilibrio che mi arricchisce, mi tiene ancorato alla realtà, e allo stesso tempo mi dà spunti infiniti per i miei libri. Il bar non è mio, io ci lavoro come dipendente…tengo a precisarlo perché alcuni lettori probabilmente ancora non lo sanno.
- Passiamo a un altro tema che ti appassiona: i tuoi hobby, come il cinema e la musica. Come influenzano il tuo lavoro di scrittore?

Il cinema e la musica sono due elementi imprescindibili per me. Sono storie raccontate in modo diverso, ma sempre con un’emozione forte. Amo i film che raccontano storie d’amore, quelli che ti restano dentro, che ti fanno riflettere sulla vita e sull’amore stesso. Mi ispirano a creare situazioni in cui il sentimento non è solo visibile, ma è palpabile, come lo è in un film. La musica, poi, è il mio modo di rilassarmi, di trovare la giusta ispirazione. Ascolto la musica pop e le canzoni di Lucio Battisti… sono due mondi che mi parlano. Ogni volta che ascolto una canzone che mi colpisce, è come se una scena venisse scritta nella mia mente, pronta per essere trasformata in una storia. E credo che un buon libro, come un buon film o una buona canzone, debba emozionare. La musica mi aiuta a trovare il ritmo giusto per ogni parola.
- Quindi possiamo dire che la tua vita è un perfetto mix di ispirazioni diverse, tra la tua città, la famiglia, il lavoro e le passioni. C’è qualcosa che ancora sogni di fare, un progetto che ti piacerebbe realizzare un giorno?
Sì, direi che la mia vita è un mosaico di piccoli pezzi che si incastrano perfettamente. Ogni cosa che faccio mi aiuta a scrivere meglio, a vivere meglio. Un sogno che ho è sicuramente quello di scrivere un romanzo che parli di Roma in modo diverso, forse un po’ più legato alla sua storia antica, ma sempre con quella lente romantica che mi caratterizza. Ma c’è anche un altro sogno che mi accompagna: poter vedere i miei libri divenire film per il cinema.
- Un sogno davvero affascinante, Diego. Ma per concludere, cosa diresti ai tuoi lettori che ti seguono con tanto affetto?
Direi che li ringrazio dal profondo del cuore. Sono loro che mi permettono di fare questo lavoro che amo così tanto. Senza i lettori, non sarei nessuno. Le loro parole, i loro messaggi, le loro emozioni, sono ciò che mi dà la forza per andare avanti. A volte, quando scrivo, immagino che siano loro a leggermi, e questo rende ogni parola più vera, più sentita. Continuate a sognare, a leggere, e a cercare la bellezza nei piccoli gesti della vita. E, chissà, magari un giorno ci incontreremo in una libreria o in un teatro, e avremo modo di parlare di quello che ci fa battere il cuore.
L’intervista ci restituisce un’immagine di Diego Galdino come uomo a tutto tondo, appassionato della vita, della famiglia e delle piccole cose che, spesso, sono quelle che più riescono a nutrire la sua scrittura. Una vita ricca di ispirazioni che, dal cuore di Roma alla sua passione per il cinema e la musica, si riflette nelle storie che racconta e nei suoi sogni di futuro.



