14/10/2026
La giostra solitaria
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La giostra solitaria

Ott 14, 2026

Si cammina per svago sotto le calde perle
dell’estate, dimentichi delle rigide vanità
dell’autunno, senza mete che non siano
gli scogli
disabitati da voci umane.
Mi fu caro dimenticar l’estate solo quel giorno
di rigido autunno quando la gente mi lasciò
solo
in quel parco solitario d’alberi rattristati e
spogli. Fu l’apoteosi della vita nelle stagioni tristi quel mio incedere tra stradine appartate
cosparse di foglie arricciate, calde, luminose
ove il tempo sembra essersi fermato
in una clessidra di strana malinconia.
I rami d’autunno volteggiavano nell’aria secca
e vidi una giostra dai colori spenti,
le luci disattivate,
il fanciullo spirito soffocato.
Guardare e sorridere o
osservare e piangere?
Fuggì da me qualsiasi emozione
innanzi a quella giostra spenta
nello spiazzo di quel parco che ricordava
l’estate ma non soffriva l’autunno.
La giostra era sola, i fanciulli
ne avevano un tempo
cavalcato la festosità:
ovunque non avrei voluto trovarmi
se non davanti a quella giostra malinconica
quella sera,
ad osservarla nella sua diversa,
infinita bellezza.

Poesia di Yari Lepre Marrani

(Tratta dalla silloge “I canti di un pellegrino”(2025), Booksprint Editore)