08/10/2026
Geht unter die Haut – Un incontro con la materia
Le Carnet Mondain Rubriche

Geht unter die Haut – Un incontro con la materia

Ott 8, 2026

Articolo a cura di Gigi Vinci

Cari lettori, siamo stati a Palazzo Oneto di Sperlinga per visitare Geht unter die Haut, la mostra del giovanissimo artista Guido Filosto.

Curata da Barbara Martusciello, con la collaborazione organizzativa di Andrea Saran, la mostra è stata realizzata grazie all’ospitalità e alla sinergia culturale di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona e Cesira Palmeri di Villalba, con Tasca d’Almerita quale wine partner.

Tra gli illustri convenuti, con un calice di vino inebriante in mano, ovviamente dei Conti Tasca D’Almerita, abbiamo osservato e commentato l’installazione. Ma non si è trattato di una semplice esposizione, ciò che abbiamo incontrato è il racconto di una scelta che si deve operare in un certo momento della vita e che accomuna ogni individuo.

Nella fattispecie la scelta è quella di un giovane uomo che, a un certo momento della propria vita, ha deciso che la strada tracciata dagli altri non corrispondeva più alla sua volontà.

La sua volontà è un’altra, esprimersi attraverso la materia.

La terra, i tronchi e la rinascita

Per comprendere il lavoro dell’artista bisogna partire dalle basi, dal fondamento, dalla terra nuda, dalla terra madre, da quella materia originaria dalla quale riaffiora ciò che la nostra identità vuole affermare.

I tronchi delle sue opere non rappresentano soltanto un contatto con la natura. Non parlano di ambientalismo, né di un ambientalismo di moda o di facciata.

L’ambientalismo, qui, non c’entra niente!

C’è qualcosa di più profondo, una sorta di umanesimo, un nuovo Rinascimento. L’uomo che vuole rinascere nella società contemporanea partendo dalla materia, dalla nuda terra, dai tronchi, dagli alberi.

Ma non si limita a recuperarli, li riveste, li trasforma, li avvolge in una propria corazza.

Una corazza di rame, martellato personalmente dall’artista.

La corazza dell’identità

È la corazza che egli stesso si è costruito per affermarsi come artista e per dichiarare di non voler essere un semplice elemento del sistema, quel sistema che ci vuole tutti laureati, specializzati, preparati a fare ciò che altri hanno già iniziato…

Un sistema che tende a trasformarci in funzioni, ruoli, categorie.

L’artista sembra voler dire, io voglio essere un’identità unica.

Ma questa identità non è soltanto personale. È un’identità nella quale ognuno di noi può ritrovarsi. Perché, al di là del ruolo sociale pirandelliano che ci è stato imposto, prima o poi sentiamo la necessità di ritrovare noi stessi.

Dopo tanta compressione, tante imposizioni e tante strade già segnate, ciascuno di noi, secondo la propria natura, può trovare quel filo, quella logica, quella possibilità di esprimersi che gli appartiene.

E questa possibilità non è soltanto libertà, è anche sopravvivenza.

Un nuovo umanesimo

Sopravvivenza a una quotidianità e a una normalità che, qualche volta, invece di rassicurarci, ci uccidono, ci deprimono, deformano la nostra esistenza.

Ben venga, allora, questo nuovo Rinascimento. Ben venga questo nuovo umanesimo, rimettere l’uomo al centro della natura, non contro di essa, ma dentro di essa.

Un uomo che convive con la natura, la plasma attraverso il proprio ingegno e la propria capacità creativa, poi la riveste e la riammanta di un colore quasi vicino all’oro.

Tutto questo diventa un rivestirsi per continuare a brillare, un’esperienza unica, capace proprio per questo di coinvolgere anche chi sta attorno.

È questa, forse, la forza del lavoro, non il semplice oggetto artistico, ma la volontà che lo attraversa.

La volontà di trovare nella materia una propria forma e, attraverso quella forma, una propria identità.

A questo giovanissimo artista auguriamo prosperità e successo, ma soprattutto la possibilità di coinvolgerci e di continuare a evolversi senza perdere la volontà originaria alla base del suo percorso.

Perché, in fondo, andare sotto la pelle significa cercare ciò che siamo veramente.

Grazie, Guido.

Vostro, Gigi Vinci