L’età dell’oro
Il gioiello siciliano tra XVII e XIX secolo.
Opere, collezionismo e contesti per l’oreficeria contemporanea.
Grande successo per la mostra a Villa Zito, che verrà prorogata fino a domenica 14 giugno
Verrà prorogatafino a domenica 14 giugno a Villa Zito la mostra L’età dell’oro. Il gioiello siciliano tra XVII e XIX secolo. Opere, collezionismo e contesti per l’oreficeria contemporanea, promossa e organizzata dalla Fondazione Sicilia, con il patrocinio della Regione Siciliana – Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, in collaborazione con Sicily Art and Culture s.r.l. a Socio Unico, Banca del Fucino (main sponsor), Civita Sicilia e Teatro Massimo.
La proroga si è resa necessaria visti l’affluenza e il successo di pubblico – tra studiosi, appassionati, amatori, visitatori e turisti, ma anche scolaresche e moltissimi giovani – di questi mesi.
Ideata dalla Fondazione Sicilia, presieduta da Maria Concetta Di Natale – tra le maggiori esperte di arti decorative in Europa – L’età dell’oroè stata curata da Sergio Intorre e Roberta Cruciata, con Barbara Rappa responsabile dell’allestimento.
La mostra è un lungo e appassionante viaggio tra gli esemplari dal Seicento all’Ottocento, la maggior parte dei quali provenienti da una collezione privata siciliana, realizzati dalle maestranze degli orafi dell’Isola, tutti dallo stile inconfondibile, ma che presentano i marchi soltanto dalla seconda metà del Settecento.
Hanno arricchito le sale espositive opere da Musei siciliani come la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis e il Tesoro della Cattedrale di Palermo, il Museo Regionale “Agostino Pepoli” di Trapani, il Museo Diocesano di Monreale, l’Eparchia di Piana degli Albanesi, il Tesoro della chiesa di Santa Maria a Randazzo, il Tesoro di Santa Venera ad Acireale e altre collezioni private siciliane.
Di volta in volta, è stato spazio anche ad alcuni tra i maggiori maestri orafi contemporanei – Friscia, Di Giovanna Nocito, Lucito, Fiorenza, Fecarotta, Izzo – che con le loro creazioni hanno dialogato con un passato vivo e pulsante di arte.



