“Gente di facili costumi: due fragilità a confronto per esaltare il valore del rispetto, dell’etica e della dignità”
Mercoledi 20 maggio 2026 alle 21 al Teatro Duemila di Ragusa sarà portata in scena la commedia brillante “Gente di facili costumi”, uno dei testi più riusciti del grande attore Nino Manfredi che ha scritto in collaborazione con Nino Marino.
Con quest’ultima rappresentazione si conclude la Stagione teatrale del Duemila, celebrando un autore che ha fatto la storia del teatro popolare italiano e saputo raccontare ironicamente l’Italia con uno spiccato senso di umanità e di verità. Una chiusura tuttavia che prospetta altri appuntamenti da condividere al più presto con il pubblico ragusano che si mostra sempre più partecipe e interessato alla realtà della drammaturgia.
L’iniziativa, promossa dall’associazione culturale C&M con la direzione artistica di Carlo Nobile, rappresenta pertanto l’ultima tappa di un viaggio ”teatrale” che in questi mesi ha portato sul palco degli spettacoli davvero di alta intensità emotiva e valore culturale.
La commedia , debuttata nel 1988, tuttora viene rappresentata con grande successo. Nel 2025 e 2026, lo spettacolo è stato messo in scena in importanti teatri italiani come il Teatro Quirino di Roma e il Teatro Duse di Bologna.
La pièce racconta l’incontro-scontro tra Anna, una prostituta disordinata ma sognatrice, e Ugo, un intellettuale sceneggiatore televisivo fallito che sogna il cinema d’autore, offrendo uno spaccato di vita comico e profondo.
A dare vita ai due protagonisti saranno Flavio Insinna e Giulia Fiume, diretti da Luca Manfredi, figlio del celebre attore romano, che porta sul palco una rilettura fedele allo spirito originale del testo.
Flavio Insinna interpreta Ugo, apparentemente dal carattere cinico perché frustrato dalle difficoltà professionali e dai sogni artistici mai realizzati, mentre Giulia Fiume veste i panni di Anna, una giovane siciliana conosciuta con il nome d’arte di “Principessa”, donna caotica e rumorosa, ma fondamentalmente ingenua che sogna di diventare giostraia.
La storia inizia quando Ugo, vicino di casa di Anna, si lamenta dei rumori notturni causati dalla vita di lei, in seguito prende forma a causa di una serie di contrattempi che costringono l’uomo a trasferirsi proprio nell’abitazione della “Principessa”, su invito di lei in quanto Ugo, non avendo soldi, viene sfrattato dal proprietario di casa perché non paga l’affitto da un anno. Prende così vita una convivenza forzata e imprevedibile, fatta di litigi, incomprensioni e scene comiche, ma anche di momenti più intimi e inattese complicità. Il nucleo dell’opera è la narrazione di questo incontro inatteso fra due solitudini: una prostituta piena di sogni e un intellettuale disilluso, costretti quotidianamente a condividere la stessa stanza. Tra loro si attiva un confronto incalzante che alterna ironia e malinconie, mettendo a nudo le reciproche fragilità che entrambi tentano di nascondere chiudendosi nei loro mondi apparentemente distanti, ma sorprendentemente complementari. Leggerezza e profondità si rispecchiano di continuo, rivelando dei temi ancora oggi attualissimi, come le ipocrisie sociali e la difficoltà di stabilire rapporti umani autentici. Piano piano i due si conoscono, si raccontano e, nonostante le loro personalità siano l’una all’opposto dell’altra, malgrado il proprio bagaglio di dolori e speranze tradite, trovano alla fine un terreno comune sul quale condividere idee, progetti e la ritrovata capacità di amarsi: il rispetto reciproco, l’incarnazione – ciascuno dal proprio punto di vista, ma sempre in modo sano – di ideali sui quali ogni convivenza dovrebbe poggiare per definirsi davvero “civile”.
“Si tratta certamente di un grande teatro”, come definisce l’opera il critico Pierluigi Pietricola, e di certo non si può non condividere questo giudizio perché trapela dalla battute e dallo straordinario rapporto umano che nasce e si costruisce tra i due personaggi, il valore immenso della dignità umana che nessuno dovrebbe mai calpestare, ma che si deve costruire prima dentro se stessi in un cammino fatto di accettazione dei propri errori e delle proprie fragilità che possono diventare ricchezza interiore e desiderio di riscatto.
Davvero una commedia da non perdere.
I biglietti sono disponibili online e al botteghino di via Roma 168 (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19).


