Le proposte del mese di Maggio
Articolo a cura di Anna Valente
Con le nuove proposte selezionate e recensite per L’Epoca Culturale, maggio si presenta come un mese che invita ad attraversare il tempo, a muoversi tra ciò che siamo stati e ciò che stiamo diventando.
Il filo conduttore di questa selezione si sviluppa proprio lungo questa linea sottile: quella che lega memoria e trasformazione. Dai percorsi antichi della transumanza, che raccontano un’Italia fatta di tradizioni, territorio e identità, fino alle storie personali e collettive che mettono al centro il cambiamento, ogni libro diventa una tappa di un viaggio che non è mai solo esteriore.
Ci sono narrazioni che affondano nel passato, tra eredità familiari e destini che attraversano le generazioni, e altre che guardano al presente con uno sguardo critico, interrogando la società, l’educazione e i modelli con cui cresciamo. Accanto a queste, emergono percorsi più intimi: la poesia che dà voce alle emozioni più profonde, le storie che parlano alle fragilità dell’adolescenza, i racconti di vita vissuta che mostrano come ogni caduta possa trasformarsi in una nuova direzione.
Non manca uno sguardo verso il futuro, attraverso scenari che mettono in discussione ciò che stiamo costruendo come società, lasciando spazio a una domanda che resta sospesa tra le pagine: dove stiamo andando?
Sette proposte diverse, ma unite da un’unica tensione: comprendere il passato, attraversare il presente e trovare, dentro ogni esperienza, la possibilità di cambiare.
# Un viaggio nella memoria di un recente passato
L’Italia della transumanza: un viaggio tra memoria, territorio e identità di Antonella Colonna Vilasi – Editore: Passerino –Gennaio 2026
C’è un’Italia antica, fatta di sentieri, stagioni e silenzi, che continua a esistere lontano dai ritmi frenetici della modernità. l’Italia della transumanza. Storia e cultura della transumanza tra Abruzzo, Molise, Campania, Calabria e Puglia di Antonella Colonna Vilasi.
L’autrice coinvolge il lettore a scoprire i percorsi dei pastori che, per secoli, hanno attraversato montagne e pianure accompagnando le greggi. Un itinerario che si snoda tra Abruzzo, Molise, Campania, Calabria e Puglia e che rappresenta molto più di uno spostamento stagionale: è un fenomeno capace di modellare paesaggi, economie e identità culturali. Attraverso un’analisi attenta ma accessibile, l’autrice richiama il significato storico della transumanza, mettendo in evidenza il patrimonio culturale di questa usanza che oggi viene riconosciuto anche a livello internazionale. Il libro è un affiancarsi a chi ancora pratica questo mestiere, tra storie di fatica e perseveranza, un profondo equilibrio con la natura, un connubio che si tramanda da generazione a generazione.
L’autrice ci porta nel mondo dei pastori come custodi di un’arte antica che rispetta i ritmi della natura, sacrificio e legame con il territorio. Una dimensione geografica suggestiva che ci porta alla scoperta di luoghi attraversati nel tempo, da animali e persone. La Vilasi in questo libro crea un dibattito contemporaneo di grande peso: La tutela delle tradizioni locali in un contesto globale in continua trasformazione. In questo scenario, la transumanza diventa simbolo di un modo diverso di vivere e abitare il territorio, in modo lento, senza affrettare i tempi.
Consigliato a chi cerca un’opera che guardi al passato per interrogare il presente. Al lettore che vuole riflettere sul valore del tempo, della natura e delle tradizioni. Un viaggio nella memoria che diventa anche uno sguardo sul futuro.
L’Autrice
Antonella Colonna Vilasi, nata a Civita Castellana e attiva a Roma, è una studiosa, docente universitaria e autrice italiana esperta di intelligence e sicurezza internazionale. Fondatrice e direttrice del Centro Studi sull’Intelligence – UNI, ha scritto numerosi saggi su servizi segreti come CIA, MI6, Mossad e sull’intelligence italiana. Parallelamente, ha sviluppato un percorso letterario con opere narrative e raccolte poetiche, che rivelano una sensibilità intimista e un’attenzione al paesaggio e alla memoria.
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#L’Angolo dedicato alla poesia

Ali di carta di Alessandro Ganeo – Editore: Independently published- ottobre 2023
La poesia che suscita riflessioni e trova cuori in cui mettere radici è poesia che ha fatto il suo dovere: Entrare nell’anima e nella mente di chi la legge. Ali di carta: ali dell’anima. Ali di carta di Alessandro Ganeo è una raccolta poetica breve ma fortemente orientata alle emozioni vissute in particolare quelle forti e anche dolorose. . È un’opera che si muove dentro la dimensione del sentire umano, cercando di dare voce a ciò che spesso resta non detto.
La raccolta si concentra soprattutto sul tema dell’amore nelle sue diverse manifestazioni : passione, dolore, mancanza e desiderio. Attraverso questi elementi costruisce un viaggio poetico che punta a coinvolgere il lettore in modo diretto, senza troppi filtri da interpretare. La scrittura caratterizza da un tono molto espressivo che si concentra sulle emozioni dirette, lasciando da parte la meditazione che spesso smorza il pathos. Le immagini poetiche sono spesso dense e cariche di tensione emotiva, con una tendenza a enfatizzare l’intensità con un linguaggio che alterna diversi stili e toni espressivi.
L’autore comincia la scrittura di questa raccolta in giovane età, appassionato dei classici ha una visione letteraria ben definita infatti la sua poesia assume una funzione principalmente comunicativa ed evocativa. L’opera privilegia la dimensione soggettiva e introspettiva, configurandosi come un percorso del sentire umano. In alcuni passaggi emerge una ricerca di autenticità espressiva che punta a restituire la forza dell’esperienza umana, dando voce alla libertà di esprimersi, mettendo ali alle parole che volano e si muovono nella sfera di chi legge.
Alessandro dice che la poesia è un viaggio, il viaggio come possiamo trovare nella poetica di Dante Alighieri, poeta al nostro autore molto caro. L’eredità non è sola questione di sangue, di DNA, a volte ci sono eredi dell’anima e Alessandro sembra proprio di avere nel suo essere quella discendenza di autori che hanno dato all’anima la cosa più importante: “Il corpo è una sorte di gabbia, che tiene l’anima chiusa” questo è quello che ha detto il nostro poeta in una recente intervista, e allora liberiamo l’anima con la lettura di poesie che sanno ancora creare o risvegliare emozioni.
Ali di carta lo consigliamo ai lettori che cercano nella poesia un impatto emotivo immediato e personale, più che una forma costruita in modo rigoroso. È un libro che si rivolge soprattutto a chi nella poesia cerca un coinvolgimento diretto, capace di parlare in modo semplice ma intenso.
L’Autore
Alessandro Ganeo, 27 anni, coltiva da oltre un decennio una profonda passione per la scrittura, con una particolare predilezione per la poesia, da lui considerata la più alta forma di espressione artistica e letteraria del nostro tempo. Il suo percorso autoriale si è già concretizzato nella pubblicazione di due opere: I poeti di Via Margutta (volume 1, edizione 2023, Dantebus Edizioni) e Sentieri – raccolta poesie (Booksprint Edizioni).
Attraverso la sua produzione poetica, Ganeo esplora le sfumature più intime dell’esistenza umana, dando voce a sentimenti, sogni e fragilità. Il suo lavoro si muove lungo il filo conduttore dell’amore, della passione e della ricerca interiore, delineando un viaggio personale che si fa universale.
Con Ali di carta, l’autore dedica la propria scrittura a tutti coloro che custodiscono un sogno, confermando la sua vocazione a raccontare, attraverso la poesia, la complessità e la bellezza del vivere.
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#Il romanzo distopico che ci aiuta a riflettere sul presente

Il popolo che cammina nelle tenebre di Maria Laura Loi – Editore: self Publishing – dicembre 2024
Maria Laura Loi, con Il popolo che cammina nelle tenebre, ci presenta un romanzo distopico a sfondo sociale che racconta un futuro non troppo lontano in cui la società è profondamente degradata, sia dal punto di vista economico che morale.
In questo scenario, il mondo è segnato da crisi, disoccupazione, povertà diffusa e da un crescente controllo da parte delle istituzioni, che diventano sempre più oppressive e distanti dai cittadini. Le persone vivono in una condizione di precarietà e rassegnazione, come bloccate in una realtà che sembra senza via d’uscita: le “tenebre” del titolo rappresentano proprio questo clima di oscurità sociale e spirituale. La lettura di questo libro Potrebbe riportare alla memoria dei lettori “1984″ (Il grande fratello) di George Orwell, ma qui nel testo di Maria Laura si evince una piccola speranza di rinascita.
Nel libro troviamo diversi personaggi, tra cui Norma ed Emma, che simboleggiano le differenti reazioni a questo mondo ostile: c’è chi si arrende e soffre in silenzio e chi invece cerca di opporsi o di trovare una via di uscita, un cambiamento. Le loro vicende personali si intrecciano con il contesto generale della società in cui vivono, mostrando come le scelte individuali possano avere un peso anche in un contesto opprimente.
L’autrice nella storia inserisce però anche un tema di speranza e resistenza: nonostante il degrado, esiste ancora la possibilità di “vedere una luce”, cioè di riscoprire valori umani, solidarietà e dignità.
Il romanzo è, o potrebbe essere, una critica alla società contemporanea portata all’estremo, un periodo di buio. L’autrice, quasi in veste di veggente-profetessa, sembra voler mettere in guardia il lettore : continuando a vivere secondo alcuni schemi, purtroppo un futuro distopico possa diventare reale prima che ce ne accorgiamo. Maria Laura utilizza una narrazione simbolica per riflettere su crisi sociale, perdita di valori e possibilità di riscatto.
Consigliato a lettori interessati alla narrativa distopica e alla scrittura a sfondo sociale, soprattutto a chi apprezza romanzi che offrono una riflessione critica sulla società contemporanea e sulle sue possibili evoluzioni future…con aspetti tragicomici
L’Autrice
Maria Laura Loi, originaria di Teulada, borgo sardo stretto tra il mare e le montagne, porta nella sua scrittura una rara sintesi di studi classici e giuridici. Madre di quattro figli e appassionata di storia e poesia, trae linfa vitale per i suoi racconti dalla sua lunga esperienza professionale come agente di Polizia, tuttora in servizio. Proprio dal contatto quotidiano con le istituzioni è nata la sua produzione letteraria, caratterizzata da una vena tragicomica dedicata alle piaghe della Pubblica Amministrazione italiana.
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#Il libro che parla alle coscienze
L’ombra ai miei piedi di Rosanna Rizzo – Editore : Independently published - febbraio 2026

“Ricordate Peter Pan e la sua ombra, quella che gli sfuggiva sempre e che lui riuscì a cucirsi ai piedi. Ecco, questo titolo mi ha ricordato quella scena. Non centra molto, ma mi ha ricordato che ciò che siamo resterà sempre con noi”. Rosanna Roi, in questo romanzo, parla proprio di quell’ombra silenziosa che ci accompagna per tutta la vita, attraversando ogni fase della nostra esistenza: forse l’unica presenza che non ci abbandona mai, nel dolore e nella gioia, con la pioggia o con il sole, essa resta lì.
L’autrice, in questo romanzo d’esordio, affronta il delicato tema del bullismo, senza renderlo il fulcro esplicito della narrazione, ma trattandolo con le dovute accortezze. Il bullismo nasce nel silenzio, in piccoli gesti che sembrano semplici schermaglie tra ragazzi, ma che col tempo lasciano ferite profonde e spesso permanenti. Sono parole e azioni che trovano terreno fertile nei soggetti più fragili, che l’età rende ancora più vulnerabili.
L’autrice racconta di Ada, una fragile adolescente che vive un difficile rapporto con il cibo e che, quando questo diventa un’arma per ferirla, scivola nell’anoressia e nelle sue conseguenze. L’“ombra” di cui parla Rosanna rappresenta le insicurezze di Ada, le ferite subite e le paure che fatica ad affrontare; ma è anche la stessa ombra che non la abbandona mai e che la accompagna nel suo percorso di crescita e di costruzione della propria autostima.
Il linguaggio del libro è semplice e diretto, pensato per avvicinare soprattutto i giovani, ma anche educatori e genitori: tutto quel mondo che ruota attorno agli adolescenti, chiamato a comprendere come, a volte, la vittima possa finire per diventare carnefice di se stessa. La scrittura è lineare e il volume breve :98 pagine; caratteristica che lo rende adatto anche a un lettore poco assiduo. Un romanzo essenziale ma toccante, che affronta con delicatezza e realismo il tema del bullismo e della crescita personale, lasciando al lettore uno spunto di riflessione profondo.
Consigliato a un pubblico giovane e non. A chi cerca e apprezza le letture brevi ma significative, capaci di lasciare spazio alla riflessione su i temi attuali ,dell’adolescenza e delle sue difficoltà.
L’autrice
Rosanna Rizzo è insegnante di scuola primaria, educatrice del gesto grafico e coach di scrittura consapevole. Originaria di Altavilla Silentina, in provincia di Salerno, vive a Monza, dove lavora quotidianamente a contatto con bambini e ragazzi, accompagnandoli nel loro percorso di crescita attraverso le parole, l’ascolto e l’espressione emotiva. Da sempre attenta al mondo interiore dei più giovani, unisce l’esperienza educativa alla scrittura, considerata uno strumento di consapevolezza e cura.
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# Il libro che ci riporta nel passato

L’antenata di Ombretta Costanzo – Editore: Mannarino – Anno 2026
L’antenata è un romanzo storico con elementi fantastici che racconta la storia di una famiglia segnata da una maledizione nata nel Seicento. Il libro narra che tutto inizia con Beatrice, una giovane donna vissuta in un’epoca dura e violenta, in cui le donne hanno pochi diritti e sono spesso vittime di soprusi. Vittima di gravi ingiustizie e violenze, Beatrice si trova in una situazione di profondo dolore e solitudine. La disperazione e il desiderio di vendetta, la spingerà a fare una scelta estrema: stringe un patto con il diavolo, che le darà il potere di scegliere il proprio destino.
Ombretta Costanzo mette in evidenza il prezzo alto che hanno certe decisioni, spesso presi dall’ira e soprafatti dal dolore scegliamo non solo per noi ma anche per gli altri, come accade alla nostra protagonista, infatti la sua decisione , Il patto che farà non colpisce solo lei, ma darà origine a una maledizione che si abbatterà anche sulle sue discendenti. Da quel momento, il destino della sua famiglia viene segnato da una catena di sofferenze, eventi tragici e difficoltà che si ripetono nel corso dei secoli.
Il romanzo si sviluppa su più piani temporali, alternando il passato di Beatrice con le storie delle sue discendenti nei secoli successivi, tutte accomunate da quel destino già scritto e da un’eredità pesante da portare. Ogni generazione cerca in qualche modo di capire, come affrontare o spezzare questo legame oscuro che sembra indissolubile per la loro famiglia. Nel corso della narrazione emerge un tema centrale: il rapporto tra scelte individuali e conseguenze che si riflettono nel tempo, soprattutto all’interno della stessa stirpe. La storia mette in evidenza come il dolore possa tramandarsi da una generazione all’altra, ma anche come sia possibile reagire e provare a cambiare il proprio destino.
Il romanzo combina quindi elementi storici (la vita nel Seicento), familiari e fantastici, costruendo una riflessione sul peso delle origini e sulla possibilità di liberarsi da un passato tormentato, ma soprattutto ci insegna che la scelta del male mai e poi mai possa essere quella giusta.
Consigliato a chi cerca una lettura avvolgente tra magia, vendetta e legami impossibili da spezzare, affascinato dal passato che non smetterà mai di bussare nel presente e a chi ama perdersi in storie oscure di maledizioni che attraversano i secoli.
L’Autrice
Ombretta Costanzo è nata a Brescia il 19 ottobre 1951, ha studiato la cultura sarda quando, nel 1977, ha redatto la sua tesi di laurea “Riti funebri in Sardegna”. Ha seguito corsi di scrittura creativa, un corso quadriennale di formazione per la professione dello psicoterapeuta a Verona. Ha conseguito il master in P.N.L. e ha seguito corsi di ipnosi medica e Ipnosi Eriksoniana, di Psicodramma e Costellazioni Familiari, ha soggiornato in India per molti mesi in tempi diversi, conseguendo il diploma di insegnante di Yoga presso il Sivananda Ashram di Rishikesh nell’Uttar Pradesh (Himalaya) insegna da trent’anni Yoga e si interessa di Antropologia culturale. La sua formazione, apparentemente dispersiva, in realtà cerca i collegamenti tra gli stati di coscienza (alterati e/o allargati) che coinvolgono i soggetti nella vita, nel teatro, nella creazione artistica, nell’Ipnosi e nello Yoga. Insegnante di Lettere presso l’ IPC – ITC Bazoli – Polo di Desenzano del Garda, abita a Desenzano del Garda con la famiglia
# Un libro che cambia la prospettiva sull’educazione

Non vado a scuola, mi annoio di Vittorio Sanna – Editore : Independently published – dicembre 2025
Il mondo della scuola è troppo lento? Troppo omologato? Di cosa hanno bisogno questi bambini per trovare quell’input e riscoprire l’interesse nello studio? Con Non vado a scuola, mi annoio, Vittorio Sanna cerca di far capire cosa non funziona oggi nelle scuole. I percorsi, spesso tutti uguali e prescritti, non lasciano spazio alla fantasia dei bambini e rendono difficile comprendere quando un alunno si sta annoiando. Il metodo di studio, infatti, non può essere uguale per tutti: la diversità non deve essere considerata un errore, ma una risorsa da cui trarre valore anche per gli altri.
Molti studenti, almeno una volta, hanno pensato: “A scuola mi annoio”. È proprio da questa sensazione che parte il libro, che affronta un tema molto attuale.
La società di oggi, compresi i bambini, vive più velocemente ed è piena di stimoli. La scuola, però, spesso non riesce a stare al passo. Di conseguenza, molti studenti si sentono poco coinvolti e faticano a trovare interesse nelle lezioni. È in questo contesto che alcuni vengono etichettati come problematici: quelli che disturbano o che finiscono prima degli altri. La scuola fatica ancora a integrare davvero il principio della diversità e tende a omologare tutti allo stesso livello di studio, comprensione e apprendimento.
L’autore, con questo libro, propone una riflessione più che un’accusa: non esistono bambini sbagliati, ma bambini con difficoltà che necessitano di essere compresi. Diventa quindi fondamentale individuare, senza forzature ma con metodi adeguati, percorsi capaci di accompagnarli verso la disciplina e il rispetto delle regole. In questa prospettiva, l’educazione non si basa sull’autoritarismo, ma sull’autorevolezza: l’insegnamento non è visto come un ordine imposto dall’alto, bensì come un percorso condiviso, in cui l’adulto guida senza schiacciare, propone senza obbligare e costruisce un rapporto fondato sulla fiducia e sulla comprensione. Un insegnante autorevole, infatti, non si limita a indicare cosa fare, ma aiuta il bambino a comprendere, a porsi domande e a sviluppare un pensiero autonomo. In questo modo, lo studente non impara per paura o per dovere, ma per interesse e curiosità.
L’educazione diventa così una relazione: un dialogo continuo in cui il bambino non è un semplice esecutore, ma una persona che cresce, scopre e costruisce il proprio modo di stare nel mondo.
Questo è il pensiero di Sanna, che propone un cambiamento: una scuola più “viva”, capace di ascoltare gli studenti, sviluppare le loro capacità e prepararli davvero al futuro. L’obiettivo non dovrebbe essere solo trasmettere nozioni, ma aiutare i ragazzi a crescere e a comprendere il mondo. Il libro porta a riflettere su una domanda importante: la scuola di oggi è davvero adatta ai giovani di oggi? Forse è arrivato il momento di ripensarla, per renderla più interessante e più vicina agli studenti.
Consigliato a insegnanti, genitori ed educatori che vogliono comprendere meglio il disagio degli studenti e riflettere su nuovi modelli educativi.
L’ Autore
Vittorio Sanna Classe 1963, nazionalità sarda, asseminese del quartiere Monte Lepre. Insegnante e giornalista pubblicista, dalla stagione 1987-88 racconta e commenta le vicende del Cagliari Calcio. Radiocronista di Radiolina, collabora con “L’Unione Sarda” e l’emittente televisiva Videolina. La sua voce è legata alle più esaltanti imprese di Daniele Conti, del quale è indirettamente diventato “l’appassionato cantore”. Con Fabiano Gaggini e Daniele Conti è coautore della biografia Daniele Conti. Una vita in rossoblù (Arkadia Editore, 2016). Oltre a questi Sanna ha l’attivo molti testi interessanti e anche di formzione.
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# Il memoir che ci appartiene
Se non è vita questa di Marco Lembo – Edizione: Youcanprint – settembre 2025

Quando il nostro percorso non segue un rettilineo, ma incontra molte curve improvvise, quando si cade e ci si rialza per ripartire, come si può definire? Vita. Se non è vita questa di Marco Lembo prova a rispondere proprio a questa domanda, raccontando un’esistenza che sembra inventata, ma che invece nasce da esperienze reali e vissute fino in fondo. Un’autobiografia senza veli né pennellate di rosa, ma semplicemente vita vera, vissuta, scariche di adrenalina pura.
Marco, il nostro autore-protagonista, nasce nella periferia romana degli anni Sessanta, in un contesto duro, dove il cemento è l’unico orizzonte per chi si affaccia alla vita, tra strade dissestate e un futuro incerto. La realtà in cui vive non lascia spazio alla fantasia: già da bambino sa che nulla sarà semplice. Ogni difficoltà non è un punto di fine, ma l’inizio di un nuovo capitolo. È una logica crudele che lo accompagnerà per tutta l’esistenza.
Svolte radicali, scelte estreme: il lettore segue Marco nei suoi viaggi, in primis verso Londra, città simbolo del punk, tra notti infinite e rave clandestini. Vive a pieno una libertà autentica ma spietata, fatta di lavori precari, fame e un’instabilità costante. Nel caos di questa vita, tra i tanti mestieri improvvisati, avviene la sua prima vera trasformazione: da emarginato a imprenditore, capace di costruire qualcosa dal nulla, ma anche di perderlo con la stessa facilità.
La vita del nostro autore è un continuo movimento tra ascesa e caduta, senza mai un punto fermo. Il viaggio lo porta in luoghi lontani: dalla fredda Finlandia all’atmosfera calda e scintillante della Spagna. Ogni città è un nuovo inizio, una nuova prova da superare. Nulla è stabile, tutto è sempre in bilico.
Marco ci porta tra pagine di vita vera: dove non mancano amori scelti, vissuti e anche perduti, errori commessi ma mai rimpianti, solo consapevolezza di ciò che è stata la sua vita. Se non è vita questa!!! è un racconto intenso, diretto e spesso ironico, che parte da Roma e arriva a Málaga. Ma è lì che si fermerà? Chissà…
Consigliato a chi ama le autobiografie intense, le storie di vita vera e i racconti di formazione e rinascita, dove ogni caduta diventa un nuovo inizio.
L’autore
Marco Lembo nasce nella periferia romana degli anni ’60 e trasforma un’adolescenza randagia in un’esistenza senza confini, geografici o mentali. Emigrato nella Londra degli anni ’80 senza dapprima parlare una parola di inglese, sopravvive a rivolte, rave e fame reinventandosi come cuoco, lavapiatti e designer di moda. Infine, la svolta: diventa imprenditore di successo e inventore di format innovativi nel mondo del food col brevetto della prima pasta fresca senza glutine e vegana al mondo. Conquista anche l’entertainment con l’apertura della prima silent disco italiana, cambia in Finlandia le regole del lavoro partecipando attivamente alle decisioni del gruppo di esperti instituito dal Ministero del Lavoro. Viene eletto in Finlandia Businessman of the Year. Instancabile e visionario, oggi racconta tutto questo in “Se non è vita questa”, un memoir già considerato un cult generazionale: crudo, ironico e autentico, come la sua vita vissuta sempre senza rete.
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