10/03/2026
Quattro chiacchiere su Sanremo 2026
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Quattro chiacchiere su Sanremo 2026

Mar 2, 2026

Sanremo 76°edizione, ha lasciato addosso una sensazione doppia: da un lato la leggerezza voluta, quasi chirurgica, dall’altro una serie di scelte che hanno fatto discutere. Le polemiche sulla presenza di sole dieci donne in gara non sono state un dettaglio: qualcuno parla di casualità, altri di un festival che rischia di perdere un po’ del suo fascino inclusivo. In questo Sanremo la mia preferita Arisa. Che ha portato un brano dove racconta con delicatezza e dolore la perdita della fanciullezza, il bruciare le tappe fino a ritrovarsi senza più quel tempo che non torna. Un pezzo che forse non è stato compreso fino in fondo e che avrebbe meritato un riconoscimento più concreto. Ma già sui social spopola!

Il premio a Masini e Fedez è stato giusto, ma un riconoscimento alla cantante storica di “No ragazzo no, non mi metterai tra le tue bambole” potevano anche darlo! E niente, è stata messa da parte nella cesta delle bambole.

In compenso, a mettere tutti d’accordo è stato Sal Da Vinci: look da cantante da cerimonia nell’ultima serata, un brano orecchiabile, perfetto per diventare tormentone da reel e colonna sonora dei matrimoni.

Una vittoria che ha funzionato perché immediata, facile, “popolare” nel senso più puro del termine: Napoli vince.

Carlo Conti ha confezionato un Sanremo rapido, leggero, senza fronzoli, come solo lui sa fare, al solito aveva fretta. Laura Pausini, invece, ha mostrato che la conduzione non è il suo terreno naturale: elegante nel defilarsi proprio quando è arrivato il momento di cantare “La mia storia tra le dita”, va beh causa in corso con Grignani!

Tra i momenti più intensi, il ricordo del padre di Giulia Cecchettin e il muro dedicato alle donne uccise, un passaggio che ha riportato il festival alla sua dimensione più umana. Tenero anche il tributo dei giovani cantanti alle loro madri, pur se inserito nel contesto del “fanta Sanremo”.

Alla fine, la Rai ha dominato gli ascolti per quasi una settimana, superando nettamente Mediaset. E va bene così: Sanremo resta Sanremo, con i suoi eccessi, le sue contraddizioni, con più diamanti quest’anno che fiori, compresa la giarrettiera di Belen, che dopo la famosa “farfalla, farà parlare di lei anche se è apparsa solo cinque secondi! Ora non resta che aspettare la prossima edizione, con la curiosità di vedere cosa farà Stefano De Martino, il pupillo di Maria De Filippi, chiamato a raccogliere un’eredità pesante ma affascinante. Non sono nemmeno mancati le rimembranze per Pippo Baudo e i saluti per Niscemi grazie alla cantante Levante. Insomma un Sanremo senza grandi “perché “.

Comunque i guanti arancioni per la Pausini si potevano evitare!