20/04/2026
“Scusate se esisto!”: Cortellesi e Bova sempre attuali
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“Scusate se esisto!”: Cortellesi e Bova sempre attuali

Mag 14, 2025

Articolo di Milena Bonvissuto

“Scusate se esisto!” è un film del 2014 diretto da Riccardo Milani , con protagonisti Paola Cortellesi e Raoul Bova proposto nel catalogo  di Netflix. La pellicola è ispirata alla storia vera dell’architetta romana :Guendalina Salimei” conosciuta per il suo progetto di riqualificazione del quartiere Corviale a Roma, conosciuto come “il Serpentone

Il film è definita commedia ma la storia mette in evidenza molti aspetti.

La storia segue Serena Bruno (Paola Cortellesi), un’architetta di talento che, dopo una brillante carriera a Londra, decide di tornare in Italia. Tuttavia, si scontra con le difficoltà del mercato del lavoro italiano, dove il suo talento non viene riconosciuto a causa dei pregiudizi di genere. Per ottenere un importante progetto di riqualificazione, Serena decide di fingersi uomo. Nel frattempo, stringe una profonda amicizia con Francesco (Raoul Bova), un uomo gay divorziato, che la aiuterà nel suo piano.

Il film affronta con leggerezza e ironia temi importanti come:

– Disuguaglianze di genere nel mondo del lavoro.

– Pregiudizi sociali e difficoltà delle donne nel farsi valere in ambienti dominati dagli uomini.

– Amicizia e solidarietà , rappresentate dal rapporto tra Serena e Francesco. Lei tra l’altro  comprende un’altra donna che ama in silenzio e intuisce i problemi  degli anziani che stanno in solitudine e infine i giovani detti di periferia e il volersi riscattare. Dall’altro lato Francesco che aiuta Serena affronta la difficoltà  familiare nel raccontare che è  gay.

Purtroppo il film pur mettendo in luce le problematiche di un quartiere di serie B non é riuscito nel suo intento: Il progetto di riqualificazione del Corviale, su cui si basa la storia, è realmente esistito ma non è mai stato completato e magari il film è anche un grido di speranza.

Paola Cortellesi ha ricevuto una nomination ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento per la sua interpretazione.