Nel mondo narrativo di Mirco Goldoni – Una conversazione tra parole e significati
L’ articolo è a cura di Ilaria Solazzo
Ci sono scrittori che raccontano storie, e poi ci sono scrittori che attraverso le storie riescono a rivelare ciò che spesso sfugge allo sguardo comune. Mirco Goldoni appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Con una scrittura essenziale, ma profondamente evocativa, ha costruito un percorso letterario coerente e coraggioso, capace di muoversi tra il vissuto personale e le grandi questioni del nostro tempo.
Dalla sua opera prima, che lasciava intravedere una voce autentica e inquieta, fino ai suoi lavori più recenti, dove si intrecciano memoria, tecnologia, crisi ambientali e solitudini moderne, Goldoni si è imposto come un autore che non cerca scorciatoie: ogni frase è il frutto di una ricerca, ogni pagina custodisce una domanda aperta.
Ciò che colpisce nella sua scrittura è la capacità di trattenere, di non dire troppo, lasciando spazio al lettore per respirare, riflettere, talvolta anche per perdersi. E proprio in questo spazio narrativo sospeso si cela la forza della sua poetica: nel non spiegare tutto, Goldoni invita a guardare in profondità, ad accettare l’ambiguità, a convivere con le contraddizioni.
Intervistarlo significa entrare in dialogo con un autore che non si accontenta delle risposte semplici. È un’occasione per esplorare non solo i suoi libri, ma anche la visione del mondo che li attraversa silenziosamente, parola dopo parola.
Incontriamo Mirco Goldoni
- Buongiorno Mirco, grazie per essere qui con noi. Partiamo dal principio: come è nato il tuo percorso da scrittore?
“Scrivere è un modo per fare ‘viaggi’ in mondi lontani… ma è anche un viaggio per conoscere noi stessi, le nostre ansie, le nostre paure e le nostre certezze. Volevo condividere i miei viaggi, non essere solo chi disegna l’itinerario, ma cercare compagni di percorso”
- Parliamo del tuo primo libro, Progetto Mnemosyne. Cosa ti ha spinto a scriverlo?
“Se non hai ancora letto il libro che vorresti, allora scrivilo, disse Toni Morrison, premio Nobel per la letteratura nel 1993. Io avevo qualcosa da dire, da cercare, da capire… Mi chiesi dove si trovano queste banche dati [dei ricordi] e che cosa succederebbe se ne avessimo accesso illimitato… Un mondo, a mio avviso, affascinante e sotto molti aspetti inesplorato.”
- E com’è nata l’idea del seguito, Progetto Dedalo?
“Il bello è che Progetto Mnemosyne non era nato per avere un seguito, ma amo i finali aperti. Poi un lettore mi disse: ‘è avvincente, si capisce che hai in mente un seguito…’. Non sono riuscito a dirgli di no. Con Dedalo ho voluto approfondire un concetto: è sufficiente raggiungere i ricordi di altre persone per comprenderli? Probabilmente no, perché non puoi percepire le emozioni, profumi e sensazioni che li accompagnano. Solo chi li ha vissuti li può rivivere veramente”
- Ne L’era dei Badb affronti temi drammatici e attuali…
“Adoro la fantascienza con la ‘S’ maiuscola… che esplora l’Uomo nel suo profondo, nelle sue emozioni e contraddizioni. In questo romanzo la guerra è il tema dominante. Narra un mondo dove questa si è instaurata dentro il tessuto sociale e crea un equilibrio al quale ci si abitua. E chi la vuole combattere risulta in minoranza. La guerra non è mai utile, ma in questo caso è lo strumento attraverso il quale, paradossalmente, si ritrova la collaborazione e uno status quo pieno di opportunità e interessi.”
- Prima della terza domanda: “Qual è la tua parola preferita?”
“Dubbio. Il dubbio è una grande forma di intelligenza”
- Scrivere cos’è per te?
“Scrivere un libro è come partire per un viaggio senza conoscere la destinazione finale. I libri sono passaporti che ci permettono di viaggiare con la fantasia… Il mio più grande obiettivo è insinuare dubbi, evocare emozioni e suscitare riflessioni nel lettore. Non ho risposte, ciascuno deve trovare la propria”
“Ogni tanto rileggo alcuni passaggi e mi piacciono, in altre situazioni li riscriverei… Sto crescendo e, come ricordo nei miei romanzi, le emozioni non sono così scolpite nella memoria come crediamo, per cui è bello riviverle anche in modo diverso.”
“Vedere una copertina, toccarla, sentire il profumo della carta stampata… sono sensazioni inebrianti. Sapere che finalmente le tue idee hanno preso forma… è il coronamento di un sogno, il traguardo di una passione.”
- Ma oltre ai romanzi hai pubblicato altre opere…
Scrivo drabble (microracconti di esattamente cento parole) e racconti, presenti in diverse raccolte fantascientifiche. L’ultimo, ‘Ick-Ack-Ock – L’ultima scommessa’ pubblicato nella raccolta ‘Un racconto in una stanza’ ha vinto il primo premio e la sua trasposizione cinematografica è stata proiettata come cortometraggio in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino 2025. Sto aspettando la pubblicazione definitiva. Un’emozione unica. Pensare che altre persone hanno dedicato il loro tempo per dare forma alle mie idee mi emoziona. Vedere scorrere quelle immagini è stata un’esperienza indimenticabile.
Perché leggere Mirco Goldoni
I libri di Mirco Goldoni sono molto più di semplici romanzi estivi: sono viaggi introspettivi che non appesantiscono, ma arricchiscono. Perfetti sotto l’ombrellone o tra le pieghe di un viaggio, sono storie che intrattengono e stimolano, sollevando domande che continuano a risuonare anche al rientro.
Con Goldoni l’estate diventa un’occasione per esplorare mondi letterari in equilibrio tra scienza, memoria e fantascienza, senza rinunciare al respiro umano delle emozioni. E, come suggerisce lui stesso, è un viaggio che continua dentro di noi, ben oltre l’ultima pagina.
Accompagnarli in vacanza? Un regalo a se stessi, che parla alla mente e al cuore.