12/07/2024
L’UTILITA’ DELLA LETTURA
Raccolte Racconti Brevi

L’UTILITA’ DELLA LETTURA

Giu 30, 2024

di Mariceta Gandolfo

“Prego, si accomodi, si sieda qua sono molto lieta che sia venuta”

Clelia avanzò un po’ a disagio, dopotutto non è molto usuale andare a casa del proprio amante ed essere ricevute dalla moglie di lui, come per una normale visita di cortesia.

Con un rapido susseguirsi di occhiate cercò di abbracciare più immagini possibili: ecco la bella villetta bianca, col porticato fiorito di glicine e oleandri…quante volte l’aveva sbirciata da lontano!…ora finalmente entrava…una rapida occhiata al soggiorno con i divani bianchi, come lui le aveva descritto, ma non c’era tempo, si trovava già seduta sul divano e accanto c’era lei, la sua rivale, la moglie!

  Era la prima volta che la vedeva, durante tutto il lungo anno della loro relazione lui era sempre riuscito ad evitare che si incontrassero e lei era sempre stata divorata dalla curiosità e aveva finito per farsene un’immagine tutta sua; ora però doveva ammettere che quell’immagine era sbagliata: forse perché lui aveva già tutti i capelli grigi, aveva pensato che anche la moglie dovesse essere grigia, una donnetta grassoccia e grigia di quarantaquattro anni, ben quattordici anni più di lei ,Clelia,che era nel fiore della giovinezza e femminilità. La donna che aveva davanti, però, era snella e sinuosa, con capelli castani a caschetto e bellissimi occhi scuri – ma quando sorride intorno agli occhi le spuntano le rughette -notò con soddisfazione Clelia-hai un bel metterti la minigonna per mostrarmi che le gambe sono belle e quel maglioncino attillato che ti valorizza i seni, ma sei “vecchia”, vecchia, mentre io sono giovane e lui ama me. A questo punto Clelia dovette distogliersi dai suoi pensieri per concentrarsi su ciò che “quella” stava dicendo:

“Lei si chiederà, signorina Clelia, il motivo per cui ho voluto che ci incontrassimo”.

Eh, già per quale motivo? Da quando il giorno prima aveva ricevuto quell’inaspettata telefonata, Clelia si era sforzata di intuire il motivo di quell’invito,  ma alla fine era quasi sicura di aver indovinato: sapeva che lui si era finalmente deciso a parlare con la moglie e ora, senza dubbio, quella donna l’aveva fatta venire qui, nella casa coniugale, per impietosirla, per supplicarla di non distruggere tutto quel piccolo mondo armonioso che le sarebbe stato mostrato: ecco le fotografie dei bambini sul tavolino del salotto in bellavista – splendidi bambini però – tenere creature a cui lei avrebbe strappato il padre, ecco la visita alla stanza di lavoro di lui, così ben sistemata con il pianoforte e gli spartiti in perfetto ordine, a dimostrazione di quanto fosse considerato il talento del caro maritino, ecco perfino il cane giocherellone, tocco finale al quadretto della perfetta felicità familiare. Ma lei non ci sarebbe cascata, non era un tipo lei, sapeva quel che voleva e l’avrebbe ottenuto e in quella bella casa con il glicine e l’oleandro ci sarebbe andata a vivere lei, appena il divorzio fosse stato perfezionato.

Soddisfatta Clelia allungò le gambe, ma poi le ritirò subito per non mostrare il ginocchio grassoccio e si apprestò con un sorriso ad ascoltare la tiritera che le sarebbe stata propinata.

Ma che succedeva? Forse si era distratta e non aveva capito bene… “quella” le stava dicendo che “lei” voleva il divorzio, che non avrebbe fatto nessuna difficoltà per i figli, che non avrebbe avanzato nessuna pretesa di denaro e che “lui” era libero, liberissimo di andarsene quando e come voleva.

Ah bene! L’hai capito, vecchia strega, che non puoi competere con me e ti conviene ritirarti- Clelia rivolse un sorriso di simpatia alla sua rivale e i suoi begli occhi si illuminarono di una luce di umana comprensione.

“Però, vede, signorina Clelia, nonostante io sia decisissima a chiedere il divorzio, perché mi sento troppo umiliata e ferita, lui non ne vuole sapere assolutamente, mi ha pregata, scongiurata, dice che senza di me non può vivere, che ama solo me, che lei è stato solo un episodio, uno dei tanti purtroppo della sua vita di artista, del resto lei sa come vivono i compositori di successo, sempre esposti alla tentazione con tutte queste allieve giovani, piene di talento e desiderose di far carriera…Lui non le aveva parlato del nostro rapporto? Un rapporto fortissimo indistruttibile perché comprende tutto: amore, comprensione, comunione intellettuale e complicità sessuale. Certo, come in tutti i rapporti che durano da tanti anni, di tanto in tanto ci sono delle pause, delle cadute del desiderio e allora nella nostra vita entrano altre persone, ma sempre per breve tempo, sei mesi, al massimo un anno, poi finisce la novità e torniamo a sceglierci reciprocamente, sempre e solo noi due, più innamorati e ricaricati di prima.

Ma che sta dicendo questa donna? E’ impazzita o sono impazzita io?” Lui le ha parlato tre giorni fa per chiederle il divorzio, per dirle che ama me, cosa mi viene a contare questa? No, sta bluffando, perché altrimenti lui le avrebbe rivelato la nostra relazione? Nonostante le girasse la testa e sentisse un gran calore salirle per il collo Clelia ritrovò il suo tono battagliero:

“Mi spieghi allora, cara signora,  perché suo marito le ha rivelato la nostra relazione”

“Mia cara ragazza, non l’ha ancora capito? Mi ha parlato per essere aiutato a troncare questa relazione, che ormai l’aveva stancato e da cui non riusciva a districarsi, perché lei, mi scusi se le dico questo, è un tipo piuttosto appiccicoso, lei piange al telefono e fa i ricatti sentimentali…”

“”Maledetto, maledetto” – Clelia si sentiva soffocare dall’ira- e lei che era stata così stupida da scrivergli quella lettera in cui minacciava di suicidarsi se lui non avesse preso subito una decisione, magari non fosse ancora arrivata, magari avesse potuto recuperarla, si sarebbe risparmiata questa inutile umiliazione!

“Vuole un po’ di the freddo? Mi sembra sconvolta”

“No, grazie, sto benissimo, vorrei solo che parlassimo del mio lavoro, della mia carriera…

“Mia povera ragazza, io non so che dirle…certo è impensabile che lei continui a lavorare con mio marito, ad essere la sua allieva prediletta o pié di letto, mi scusi il gioco di parole, se fossi in lei, visto che è stata sconfitta… è stata rifiutata…per dignità mi ritirerei… me ne andrei, come hanno fatto le altre”

“Un corno! Voi mi volete annientare del tutto! Prima l’amore, ora anche il lavoro”

“Ma che amore, signorina! Il vero amore è fatto anche di altruismo e spirito di sacrificio. Lei ha pensato solo a prendere ciò che le piaceva, senza curarsi della sofferenza che poteva causare agli altri

“E suo marito allora?”

“Si, anche lui ha la sua colpa, ma purtroppo lo amo ancora. Sono troppo debole per lasciarlo, quando diventerò più forte, allora  farò a meno anche di lui”

“Basta, io non rinuncerò mai alla mia carriera,non me ne andrò mai, sarò sempre fra di voi”

“E’ questa la sua ultima decisione? Allora non abbiamo più nulla da dirci. Ma prenda qualcosa e si calmi un po’, non può guidare in queste condizioni, l’autostrada è pericolosa di sera. Le vado a prendere un bicchiere di the freddo”

Si, si, purché se ne vada di là e mi lasci un momento sola, devo riflettere, dov’è lui? Ecco, devo parlare con lui, lo convincerò, mi butterò fra le sue braccia e tutto tornerà come prima, non hai ancora vinto, brutta strega” Mentre rimurginava confusamente nella mente questi pensieri, ecco “quella” di ritorno con un bicchiere in mano.

“Vuole aggiungere un po’ di zucchero?Noi lo prendiamo amaro, ma forse a lei questo sapore non piace”

“No, no, va bene così”

Lo tracannò d’un fiato, che schifo, neanche il the sapeva fare “quella”…ma ora via, subito fuori da questa casa, lontano da questa donna maledetta.

“Buonasera, buonasera, è stato un vero piacere”

Ecco, finalmente era sola in macchina…devo correre a telefonare a lui…devo sistemare tutto…devo correre… mi gira la testa…sento gli occhi che mi si chiudono…non posso addormentarmi…devo mantenermi lucida…cos’è quel bagliore che mi viene incontro?

Si lasciò cadere sul divano e chiuse gli occhi. Certo era stata dura, ma inevitabile. Questa poi era un tipino diverso dalle altre, non voleva arrendersi di fronte all’evidenza, non li avrebbe mai lasciati in pace e loro due erano così felici ora, si amavano così teneramente, facevano così bene l’amore…

Riaprì gli occhi e fece vagare lo sguardo sulla casa… la “sua “ casa, così bella e luminosa, con il glicine e l’oleandro e la libreria con tutti i loro libri allineati :Kafka, Joyce, Svevo, Freud, Kant, Agatha Christie, sì anche Agatha Christie, che c’era di strano?, alcuni storcevano il naso di fronte a un’intellettuale che amava i gialli, genere letterario inferiore, ma così divertente, in cui si potevano trovare tante notizie interessanti, per esempio come aprire una lettera e poi richiuderla perfettamente grazie al vapore acqueo o come ricavare dal casalingo oleandro un veleno dal sapore amarognolo, che non lasciava alcuna traccia e provocava una progressiva invincibile sonnolenza entro un quarto d’ora…